Intimità e sessualità in coppia… Alcune riflessioni!


L’ intimità rappresenta un “dono”, che si sperimenta quando siamo in grado di “ascoltare” l’emozione dell’altro.
“Sentire” l’altra Persona nel suo silenzio, nel suo starci accanto, ci permette la condivisione e la possibilità di “raccogliere” i frammenti dell’altro…
Ascoltiamo il suo cuore e affidiamoci, diventando, così, complici con quei piccoli pezzi d’intimità, che “nutrono” il nostro stare insieme!
Mostriamoci nel nostro candore e nella nostra essenza più vera, perché la nostra intimità rimane un bene prezioso, così come l’amore che ci permette di “essere”!
In questo periodo, che spesso ci disorienta, perché difficilmente riusciamo a soddisfare i nostri bisogni di “animale sociale”, sentiamo immancabilmente la necessità di emozioni e sorprese per il nostro vissuto passionale.
Il distanziamento fisico ci potrebbe indurre a sperimentare o, per chi è confinato in compensazioni di “piaceri virtuali”, un’intimità digitale, dove la “passione“ trova spazio per tutti quegli ingredienti, che nel “focolaio domestico” non trovano terreno.
Un’esperienza, questa, che tende a far crescere l’attesa dell’incontro… sì, perché il contatto fisico, prima o poi, deve essere nutrito!
Il ruolo dei “feromoni” rimane essenziale, in quanto trasmettono segnali di attrattività tra i due sessi e risulta immancabile come esperienza dei “sensi” e non solo sessuale. Questo perché la bellissima manifestazione d’amore non può privarsi di attenzioni e di sensazioni reciprocamente condivise, in quanto il rapporto sessuale più soddisfacente rappresenta una forma meditativa di venerazione.
Mi sovviene la cura e la dedizione alla “rosa” del nostro piccolo principe: “… è il tempo che tu hai perduto per la tua rosa, che ha fatto la tua rosa così importante”!
Il messaggio, che non dobbiamo dimenticare, è questo: “tu diventi responsabile per sempre di quello che hai addomesticato”. La “cura” e la “dedizione” all’altro, sempre nella condivisione, ci rendono responsabili di ciò a cui diamo vita…
Nella “relazione” impariamo, quindi, a sviluppare l’attenzione all’altro; il tempo giusto agli indugi e alle incertezze; l’attesa… così come una carezza sul cuore!

Dr.ssa Antonietta Albano
Psicologa- Psicoterapeuta
Sessuologia Clinica

Webinar Amori 4.0, viaggio nel mondo delle relazioni contemporanee

webinar 27 maggio 2020 ore 18: per iscrizioni https://formazionecontinuainpsicologia.it/corso/amori-4-0-viaggio-nel-mondo-delle-relazioni-contemporanee/?unapproved=143930&moderation-hash=40e3a45d94d4fc243426280e795b8963#descrizione

In questo webinar verranno presentati ed affrontati i contenuti del libro Amori 4.0. Viaggio nel mondo delle relazioni delle curatrici Amalia Prunotto, Maria Letizia Rotolo, Diana Vannini, Marianna Martini; edito da Alpes.

Scenari delle relazioni nel nostro mondo contemporaneo: da un progetto pilota dell’osservatorio nazionale sulle relazioni nel nuovo millennio, “riflessioni e criticità su processi e prassi di intervento sui temi dell’amore e delle sue declinazioni”.

Un “viaggio” nel mondo contemporaneo delle relazioni. Gli scenari sociali e culturali con l’avvento del web e delle nuove tecnologie ha repentinamente modificato contesti, domande e bisogni in cui ci muoviamo. Questo testo, che è progetto diffuso su tutto il territorio nazionale, che vede partner le ’Università di Parma e di Bologna, è un “osservatorio” sulle relazioni e sul loro stato attuale.

Professionisti di diverse aree del mondo del sociale, culturale e artistico, legislativo, hanno destinato il proprio contributo, ognuno dal proprio specifico contesto, contribuendo a fornire riflessioni e spunti di ricerca.

L’attuale in fase di attiva trasformazione, i nuovi capitoli di esperienza e le nuove aggettivazioni (dalla Pma eterologa al revenge porn, dal trauma d’abuso narcisistico all’eternità dopo la morte, significata dal web, etc.), tutto contribuisce a creare situazioni dove ci si sente smarriti, sia come gente comune che come professionisti. Questo volume vuole essere un tentativo di illustrare e proporre letture e nuovi significati ad un mondo che sembra del tutto nuovo e diverso, valorizzando saperi e competenze.

Elenco contenuti trattati durante il webinar:

  1. Amori 4.0: il progetto pilota di un osservatorio nazionale sulle relazioni del mondo contemporaneo
  2. Viaggio nel mondo delle relazioni di coppia con problematiche di infertilità e sessuali. Interventi psicologici nella PMA con donazione di gameti.
  3. Le declinazioni dell’Amore. La Self Compassion come amore per sé stessi.
  4. L’eternità e l’amore, il lutto nel web e il lutto dell’animale domestico

Data:

Il webinar si svolgerà mercoledì 27 maggio alle ore 18:00

Destinatari:

Psicologi e psicoterapeuti

Tra i Docenti:

Amalia Prunotto, psicologa, psicoterapeuta, ad orientamento psicodinamico, è ideatrice e referente del progetto amori 4.0. Da più di 20 anni si occupa di dipendenze affettive e relazionali, curando articoli, tesi, seminari condivisi con autorevoli colleghi, anche presso Università., e strumenti di “terza generazione” con la proposta metodologica del’auto aiuto proposta da Lidap-Onlus (Lega italiana Disturbo di attacco di panico, ansia e agorafobia), di cui è consulente, altresì’ dal 1997. Ha pubblicato per magazine di settore di ambito medico Nel 2017 ha pubblicato con altri autori per Golem, sui temi della genitorialità e la PMA; nel 2000 in interno di “Panico,” MCGraw Hill, curato da Francesco Rovetto. Divide la sua attività fra Parma, Padova e Rimini, con adulti, giovani adulti, coppie e gruppi.

Maria Letizia Rotolo psicologa psicoterapeuta ad orientamento psicodinamico-psicoanalitico, terapeuta EMDR, psicologa forense, sessuologa. Si occupa da 15 anni di tematiche legate al tema della PMA in collaborazione con Centri rinomati a livello internazionale. Autrice di numerosi articoli scientifici e di tre volumi, lavora sul territorio di Bologna, ed è Vice Presidente dell’Associazione di Promozione Sociale PsicoSfere

SESSUALITÁ … al maschile

«Quando ti guardo, o Lesbia, a me non rimane in cuor nemmeno un po’ di voce,
la lingua si intorpidisce e un fuoco sottile mi scorre nelle ossa…».
(Catullo)


Le sensazioni collegate all’amore conoscono molti alti e bassi. La passione romantica può provocare molti cambiamenti d’umore: dall’euforia con la scoperta che il proprio amore è ricambiato, all’ansia, alla disperazione e persino alla rabbia, quando ci si rende conto, invece, che il proprio sentimento è ignorato o rifiutato.


Queste esperienze, credo, siano un “sentire” del maschile e del femminile, così come il piacere di prendersi cura dell’altro, la fiducia e la presenza.

Immancabilmente, però, esistono delle differenze tra uomini e donne e ciò su cui è importante riflettere sono le aspettative che, erroneamente, ognuno di noi si prefigge sull’altro. Questo perché amiamo, abbiamo reazioni e comportamenti diversi, che rispecchiano i nostri schemi e strutture di personalità.

L’amore ha qualità magiche e può durare, se non dimentichiamo le differenze esistenti tra i sessi.

Gli uomini, tendenzialmente, si concentrano sul “potere”, sulla competenza e gli obiettivi da raggiungere, mettendosi sempre alla prova e sentendosi realizzati attraverso il successo.

Il loro orgoglio si alimenta di autonomia: gli obiettivi li deve conseguire da solo; ecco perché di fronte ad un consiglio non richiesto, diventa suscettibile, in quanto per lui il significato è “non so cosa fare” oppure “non sono in grado di farlo da solo”!

Hanno bisogno dell’accettazione delle loro donne e non dei loro consigli e delle loro critiche, perché di fronte alle preoccupazioni diventano silenziosi e si concentrano sulla soluzione del loro problema. Quando non si sentono necessari nell’ambito della coppia, sprofondano nella passività.

La più profonda paura di un uomo è di non essere abbastanza bravo o competente e, quando è coinvolto affettivamente, il suo timore di fallire cresce e, in modo paradossale, tende a sfuggire, a dare ancor meno.

In una relazione intima gli uomini hanno bisogno di sentirsi “sicuri”, prima di “affidarsi” all’altra Persona e, principalmente, hanno bisogno di ricevere accettazione, ammirazione e incoraggiamento… “un cavaliere che desidera servire e proteggere la donna che ama”!

Sperimentando l’intimità e la sessualità, l’uomo si sente più fragile… Il desiderio sessuale rappresenta, secondo Freud, una componente fondamentale dell’amore romantico.

infatti il termine “amore” (dal lat. amor-oris, affine ad amare [treccani.it]) in sanscrito “kama”, significa “desiderio”, “passione” (etimoitaliano.it). Si tratta di un desiderio che, spessissimo, sfocia in un’ambiziosa esclusività sessuale, in quanto si cerca di impedire la profanazione, da parte di estranei, di questa “sacra” relazione.

Questo desiderio di esclusività sessuale si è sviluppato nell’antichità, forse per due motivi: evitare all’uomo di essere tradito e di allevare il figlio di un altro; proteggere la donna da una eventuale rivale, che potesse portarle via il compagno e padre dei suoi figli.


Una tale esclusività ha consentito ai nostri antenati di preservare il loro prezioso DNA, mentre dedicavano tutto il loro tempo e le loro energie nel corteggiamento della persona amata.

Il nostro “viaggio” verso la conoscenza del mondo maschile inizia, obbligatoriamente attraverso lo studio dell’anatomia e della fisiologia del suo corpo, per permetterci una conoscenza accurata e, di conseguenza, vivere un’intimità ed una sessualità più soddisfacente.
CENNI DI ANATOMIA MASCHILE

L’apparato sessuale e riproduttivo maschile è costituito da organi esterni (pene, scroto [contenente i testicoli]) ed organi interni (prostata e vescicole seminali).

Il pene è costituito da due corpi cavernosi, strutture cilindriche parallele, che a seconda del loro stato funzionale possono riprodurre la flaccidità o l’erezione.

I loro apici si inseriscono sotto il glande, struttura distinta da essi, che costituisce l’espansione del corpo spongioso dell’uretra, dentro cui decorre il canale urinario. Nel corso di una erezione normale i corpi cavernosi diventano rigidi, mentre il glande si inturgidisce ma non raggiunge il carattere di rigidità.

La quasi totalità dei problemi sessuali maschili – sia di natura primitivamente organica che primitivamente psicologica – hanno come espressione ultima il mancato raggiungimento di rigidità adeguata dei corpi cavernosi.

I testicoli, analogo maschile dell’ovaio femminile, hanno due funzioni fondamentali: produzione dell’ormone sessuale maschile – il testosterone – e la produzione dei gameti maschili, gli spermatozoi, che contribuiscono in misura di circa il 4% al volume totale del liquido seminale, o sperma.

Gli spermatozoi viaggiano all’interno di un condotto, il deferente, fino a sboccare nelle vescicole seminali e, quindi, nella prostata. Queste due strutture sono responsabili della produzione del restante 96% circa del liquido seminale.

In concomitanza dell’orgasmo avviene l’eiaculazione: contrazioni ritmiche involontarie della muscolatura del pavimento pelvico, dei muscoli perineali e della stessa prostata, nonché delle vescicole, agiscono sinergicamente per indurre la vigorosa espulsione del liquido seminale da vescicole e prostata nell’uretra, ed indi all’esterno.

IL PIACERE AL MASCHILE

Negli uomini l’erotismo e il piacere sono, tendenzialmente, finalizzati all’incontro sessuale, che diventa il reale motore dell’esistenza e che deve rimanere un fatto che inizia e finisce.


CICLO DI RISPOSTA SESSUALE

Il ciclo di risposta sessuale implica:

Desiderio: fantasie legate all’attività sessuale e al desiderio di praticare attività sessuale.

Eccitazione: sensazione soggettiva di piacere sessuale e relative modificazioni fisiologiche.

Orgasmo: picco di piacere sessuale con allentamento della tensione sessuale e contrazioni ritmiche dei muscoli perineali e organi riproduttivi (maschio > sensazione inevitabile di eiaculare, seguita da emissione di sperma. Donna > contrazioni della parte del terzo esterno della vagina).

Risoluzione: rilassamento muscolare e benessere generale (maschio > periodo refrattario; donna > possibilità di rispondere a nuove stimolazioni quasi subito).

DISFUNZIONI SESSUALI

Le disfunzioni sessuali, secondo il DSM-5 (Manuale Statistico e Diagnostico dei Disordini Mentali), vengono distinti in tre categorie: Disforie di Genere; Parafilie; Disfunzioni Sessuali.

Per quanto riguarda quest’ultima categoria, la recente letteratura ha dimostrato che la risposta sessuale non è un processo lineare ed uniforme e la distinzione dei disturbi riguardati le fasi (desiderio ed eccitazione) può non apparire “naturale”.


Per quanto concerne le disfunzioni del sesso femminile, queste sono state unite nel disturbo unico del desiderio sessuale e dell’eccitazione sessuale femminile; anche vaginismo e dispareunia sono stati raccolti nel disturbo del dolore genito-pelvico e della penetrazione.

Viene mantenuto il disturbo dell’orgasmo femminile, così come il disturbo erettile; il disturbo del desiderio ipoattivo maschile e l’eiaculazione precoce.

Viene aggiunto il disturbo dell’eiaculazione ritardata, in cui si deve sperimentare un marcato ritardo o assenza dell’eiaculazione in quasi tutte le occasioni di attività sessuale con un partner, senza che il soggetto lo desideri.

Attenzione, qui, per la diagnosi differenziale con altra condizione medica (es. neuropatie, disturbi alla prostata, etc.) o disturbo indotto da sostanze.
Il disturbo da avversione sessuale viene abolito e indicato in “altre disfunzioni sessuali specifiche”!


Le disfunzioni devono avere una durata minima di sei mesi, salvo quelle secondarie all’uso di sostanze psicoattive.


Non emerge più la distinzione specifica tra disfunzioni legate a fattori organici o psicologici, poiché spesso entrambi gli aspetti ne prendono parte.

I sintomi sessuali, comunque, richiedono sempre un approccio multidisciplinare. (American Psychiatric Association Diagnostic and Statistic Manual of Mental Disorders, fifth edition, APA 2013).

Le disfunzioni sessuali maschili comprendono:

DISFUNZIONE ERETTILE (o DE): difficoltà ad ottenere una consistenza peniena adeguata, per un rapporto penetrativo soddisfacente. In passato il termine più usato era “Impotenza”, che però implica un concetto di problema assoluto, definitivo, laddove il concetto di DE. esprime una ampia scala di grigi. La DE può avere cause primitivamente organiche (condizioni di rischio cardiovascolare, diabete, errati stili di vita, esiti di chirurgia radicale pelvica per neoplasia, quale prostatectomia radicale), o primitivamente psicogene.

PROBLEMI EIACULATORI: più frequentemente eiaculazione precoce, ma occasionalmente anche eiaculazione ritardata, fino all’aneiaculazione (assenza di eiaculazione).

CALO DEL DESIDERIO SESSUALE: le cause principali sono carenza di ormone sessuale maschile e problemi psicogeni.

PENE CURVO: esiste in due forme – congenita e – acquisita, o Malattia di La Peyronie

COSA SI PUÓ FARE

Oggigiorno possiamo dire che, virtualmente, ogni situazione di problematica sessuale maschile può essere trattata soddisfacentemente: ogni uomo ha la possibilità di riprendere una vita sessuale pienamente appagante, attraverso l’approccio terapeutico più adatto alla situazione specifica e meglio accettato dal paziente e dalla partner.

Va enfatizzata l’importanza del riconoscimento di eventuali fattori rischio specifici e perseguimento della loro correzione.

I principali presidi di cui disponiamo sono: counselling, iter psico-sessuologico formale, farmacoterapia orale (inibitori di fosfodiesterasi 5), iniezioni intracavernose con prostaglandina, dispositivo a vuoto per l’erezione, chirurgia di raddrizzamento di pene curvo, chirurgia con impianto protesico penieno idraulico.

CONCLUSIONI

Le problematiche sessuali maschili sono molteplici, ma tutte inquadrabili correttamente.

Ciò è possibile grazie ad ina interazione virtuosa tra Andrologo e Psico-sessuologo, da cui può scaturire virtualmente nella totalità dei pazienti una soluzione ottimale alla loro disabilità sessuale, grazie ai percorsi psico-sessuologici, medici e chirurgici oggi disponibili.


All’interno di questo “quadro” diagnostico e terapeutico, comunque, il ruolo della donna risulta essere fondamentale nell’ accogliere i timori del proprio uomo/compagno; nell’accettazione “temporanea” dei suoi vissuti e nella disponibilità ad intraprendere un percorso di miglioramento del proprio benessere sessuale di coppia.


Dobbiamo imparare ad “osservare” e a prendere consapevolezza della nostra “essenza” più vera, così da non avere più maschere… “carpire” l’essenza più vera degli altri, per abbattere i “giudizi” … il modo più semplice per amare ed essere amati!


Le Persone, quando si sentono accettate e valorizzate tendono a sviluppare un atteggiamento di maggior cura verso di sé … ecco, impariamo a “sentire” il suono delle parole, per rompere il rumore di un silenzio assordante e accoccolarci, così, nella leggerezza del pensiero comunicato!


Dr.ssa Antonietta Albano (Psicologa-Psicoterapeuta con formazione in Sessuologia Clinica).

Dr. Edoardo Pescatori (Medico Specialista in Urologia – Andrologo, www.andrologiapescatori.it).




Riferimenti bibliografici:

Cianci E. (2007). Giorni di pensieri appesi all’anima. Ed. Corvino. Udine
Gray J. (2007). Gli uomini vengono da Marte le donne da Venere. RCS libri. Milano
Bruzzone D. (2007). Carl Rogers. La relazione efficace nella psicoterapia e nel lavoro educativo. Carocci-Faber. Roma
Pescatori ES: Moderno approccio diagnostico-terapeutico al paziente con disfunzione erettile. Disease Management & Health outcomes. 9, Special Issue 2, 2001 pagg 1-9.







INTIMITÁ E SESSUALITÁ… quale alternativa all’emergenza sanitaria?

La “complicità” … mi sovviene come la composizione di un “puzzle”, costituita da tanti piccoli “incastri”, che nutrono il nostro “essere con l’altro”; senza pudori, ma con la trasparenza che ci dovrebbe caratterizzare in quell’attimo, in cui ci spogliamo di ogni orpello e ci mostriamo per come siamo nella nostra unicità, nel candore della nudità!

Questa complicità, oggi, non deve essere “minata” dal riadattamento del singolo e della coppia di fronte alle richieste dell’attuale emergenza sanitaria, che inficiano immancabilmente la sfera intima e sessuale, per cui ritengo importante non dimenticare che…

… quando un uomo incontra una donna dovrebbe accarezzarne il “contorno” di un suo bacio; disegnare l’amore sui lineamenti del suo volto; abbracciare la meraviglia di un suo sorriso… ecco quando una donna “incontra” il suo uomo, dovrebbe farsi amare così, perché il gesto rimane “del maschile” e l’ ”attesa” del femminile!

Pensiamo ad una foglia, che cade proprio in quell’istante in cui non è più utile all’albero, ma al terreno e che in quel tragitto è costretta a cambiare il suo “senso”. Questo deve ricordarci che tutte le cose smettono di avere un senso, quando è giunto il momento di trovarne un altro: nulla muore, tutto cambia!

La “carezza”, strumento per eccellenza nella terapia dei disturbi sessuali, in questa fase può non essere a disposizione, per liberare il nostro corpo dalle restrizioni e dalle limitazioni dominanti, però, da sempre “accompagnata” dal linguaggio verbale, ci ricorda che la comunicazione adesso rappresenta la nostra opportunità per “incontrarci”!

A volte scegliamo di stare nel silenzio di una parola sospesa, in attesa che questa venga intuita… ma anche l’intuizione, ogni tanto, ha bisogno di qualche suggerimento.
Il successo di una relazione affettiva, infatti, dipende da due fattori: la capacità maschile di “ascoltare” con amore e rispetto e la capacità femminile di “esternare” le proprie emozioni in modo amorevole e rispettoso!

Per quanto riguarda la nostra esperienza intima e sessuale, le coppie, in questa situazione di “convivenza forzata”, potrebbero manifestare una particolare difficoltà a ritagliarsi momenti di “introspezione” e, di conseguenza, incorrere in contrasti per futili questioni… ma, nel momento in cui fossero già state sperimentate difficoltà sul piano relazionale e dei disturbi sessuali precedente alla pandemia, il rischio sarebbe di accrescere l’ansia da prestazione.

Grazie alla Società Italiana di Sessuologia e Psicologia, possiamo conoscere le “linee guida per una sessualità sicura ai tempi del covid-19” pubblicate dall’International Society for Sexual Medicine (ISSM https://www.issm.info/sexual-health-qa/is-it-safe-to-have-sex-during-the-coronavirus-covid-19-pandemic/) e il NYC Department of Health and Mental Hygiene (https://www1.nyc.gov/assets/doh/downloads/pdf/imm/covid-sex-guidance.pdf), che chiariscono la situazione attuale: non sono state ancora individuate tracce di Covid-19 sia nel liquido seminale maschile, che nelle secrezioni vaginali femminili e che i virus appartenenti alla famiglia del Coronavirus non si trasmettono attraverso i rapporti sessuali.

Alcuni suggerimenti, però, riguardano la trasmissione del virus indirettamente… se siamo a contatto con Persone potenzialmente a rischio di contagio; con persone positive al Covid-19 o che presentano un sistema immunitario compromesso da altre patologie, dobbiamo astenerci da baci e rapporti intimi (stimolazione orale o anale, senza l’uso di precauzioni: profilattici e lenzuolini dentali), perché il virus può diffondersi mediante contatto diretto con la saliva e il muco, oltre che a distanza non ravvicinata causa droplet!
Durante le pratiche erotiche ed autoerotiche permane il suggerimento di lavarsi bene le mani prima e dopo.
Risulta, quindi, importante sospendere contatti con Persone, che non si conoscono, perché aumenta il rischio di trasmissione!

L’intimità, quindi, rappresenta e deve rappresentare un “dono”, che riceviamo ogni volta che ascoltiamo l’emozione dell’altro e, ciò che conferisce significato, non è l’amore supremo, che si “pretende”, ma la “connessione” con il sentire l’altra Persona!

Antonietta Albano

psicologa – psicoterapeuta. Formazione in Sessuologia Clinica

Parma







Riferimenti bibliografici:

Cianci E. (2007). Giorni di pensieri appesi all’anima. Ed. Corvino. Udine.

Corso FAD: “Emergenza sanitaria da nuovo coronavirus SARS CoV-2: preparazione e contrasto”. Organizzato da Istituto Superiore di Sanità. Aprile 2020.

Società Italiana di Sessuologia e Psicologia (traduzione dei relativi documenti): https://www.issm.info/sexual-health-qa/is-it-safe-to-have-sex-during-the-coronavirus-covid-19-pandemic/
https://www1.nyc.gov/assets/doh/downloads/pdf/imm/covid-sex-guidance.pdf




Attività di formazione e supervisione in ambito sessuologico

La Dr.ssa Antonietta Albano, psicologa – psicoterapeuta di Parma, con formazione in Sessuologia Clinica presso il CIS (Centro Italiano di Sessuologia) di Bologna, effettua attività di formazione e supervisione, in ambito sessuologico, rivolta a colleghi.

Gli incontri di formazione e supervisione si svolgono in modalità individuale o in piccoli gruppi (max 5 persone).
Per ulteriori informazioni, è possibile mettersi in contatto attraverso i seguenti recapiti:

Cellulare: 3392217622

e – mail: dr.ssaantonietta.albano@gmail.com

SESSUALITÁ … al femminile

Sessualità … al femminile

Credimi, il piacere di Venere non va affrettato,
ma prolungato, a poco a poco, con tardo indugio.
Quando avrai scoperto i punti dove la donna gode ad essere toccata,
il pudore non ti impedisca di toccarli.
Vedrai gli occhi brillare di un tremulo bagliore,
come i raggi del sole riflessi dall’acqua limpida.
Si aggiungeranno lamenti, si aggiungerà un tenero mormorio
e dolci gemiti e le parole che si convengono al gioco d’amore.
Ma tu non lasciare indietro la signora, servendoti
di vele più ampie, né consentire che sopravanzi la marcia;
raggiungete la meta simultaneamente; allora è vero piacere,
quando l’uomo e la donna, insieme, giacciono vinti.
Questa è la condotta da seguire, quando il tempo non manca,
né la paura affretta l’impresa furtiva.
Quando è rischioso indugiare, è bene far forza su tutti
i remi e piantare lo sperone sotto al cavallo lanciato …

Ovidio
Calame C. (1997). L’amore in Grecia. Edizione Universale Laterza; pg. 263

Questo scritto di Ovidio (43 a.C.-17 d.C.), influenzato dai poeti ellenistici (i primi ad esplorare l’intimità, che “corona” un rapporto sessuale), evidenzia come ai tempi del poeta latino fosse “simbolico” incitare gli amanti, alla “condivisione del piacere” per entrambi i partner e non a perpetrare l’esaltazione di un piacere esclusivo del solo sesso maschile.

Oggi percepiamo un vero ritorno all’esaltazione di Ovidio, in quanto le donne hanno iniziato ad assumere posizioni di maggiore “potere” relativamente al proprio corpo e alla propria vita di coppia. In primo piano c’è, infatti, il vissuto sessuale: benessere fisico e non solo “dovere” procreativo…

Nella Costituzione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità la salute viene definita come uno stato di benessere fisico, mentale e sociale e non semplicemente come assenza di malattia o infermità.  La sessualità, soprattutto femminile, oggi viene così “rivendicata”!

Le donne, attualmente, sono padrone di loro stesse e godono dell’uguaglianza giuridica e di tutti gli stessi diritti degli uomini, diversamente da quanto il nostro passato ci rimembra…

“Nel 1903 venne convocato il 1° Consiglio nazionale delle donne italiane articolato in vari settori sui diritti sociali, economici, politici e civili, ma in seguito il fascismo inaugurò una sua politica sul tema dei diritti delle donne: queste ultime venivano spinte entro le mura domestiche secondo il seguente slogan “la maternità sta alla donna come la guerra sta all’uomo”.

Obiettivo è di ripristinare dal “mondo antico” passioni e sentimenti d’amore di uomini e donne, che non avevano come scopo esclusivo la sola procreazione, ma il gioco, il divertimento e il vissuto di sensazioni differenti e profonde… una sessualità, quindi, non solo procreativa ma anche ricreativa e creativa.  Questa la grande “conquista” femminile che, tuttora, però a fatica si riesce a sperimentare “serenamente” ed in modo appagante, perché spesso “si scontra” con i comportamenti di coloro che, per cultura o personalità, “detengono” il diritto di violarli, violando così la donna in quanto persona.

Il nostro “viaggio” verso la conoscenza del mondo femminile inizia obbligatoriamente attraverso lo studio dell’anatomia e della fisiologia del suo corpo, per permetterci di conoscerci meglio e, di conseguenza, vivere appieno la nostra sessualità più intima.

UN PO’ DI ANATOMIA FEMMINILE

L’apparato genitale femminile comprende gli organi della riproduzione (primari [le gonadi, che sono le due ovaie e i gameti, che sono le uova prodotte dalle ovaie] e secondari [genitali interni: tube, utero e vagina; genitali esterni: la vulva; ghiandole accessorie, come le ghiandole mammarie]).

La funzione, primaria, dell’apparato genitale femminile è quella della riproduzione, che permette di assicurare la continuità del codice genetico. Non va dimenticato, però, anche l’aspetto erotico e di piacere, che questi organi possono conferire alla donna.   Il loro sviluppo si contraddistingue nel corso della vita per le importanti trasformazioni a cui va incontro. Il primo cambiamento avviene durante la pubertà con l’aumento volumetrico degli organi genitali esterni; l’inizio delle secrezioni vaginali e la comparsa dei peli pubici.  La loro maturazione si completa con i primi rapporti sessuali e l’eventuale esperienza di gravidanza, mentre si arresta con la menopausa e la progressiva atrofia dei tessuti, perdita dei peli pubici e la netta diminuzione della lubrificazione vaginale.

Queste modificazioni sono strettamente correlate alla fluttuazione degli ormoni sessuali: estrogeni, progesterone e testosterone

Gli organi genitali esterni

La vulva comprende gli organi genitali esterni della donna, cioè la parte anatomica visibile ad occhio nudo e comprende:

  1. il monte di venere
  2. le grandi labbra
  3. le piccole labbra
  4. il clitoride
  5. il vestibolo
  6. Il monte di Venere (da Venere, dea della mitologia romana)
  • Il monte di Venere
    Detto anche monte del pube, è un deposito di tessuto adiposo situato sopra l’osso pubico, che durante la pubertà si ricopre di peli.
  • Le grandi labbra
    Le grandi labbra, esterne e visibili, variano in forma e dimensione da donna a donna. Durante l’eccitazione sessuale si gonfiano, appiattendosi verso l’esterno e lasciando intravedere l’apertura della vagina (grazie all’aumento di afflusso sanguigno).
  • Le piccole labbra
    Le piccole labbra, interne, sono molto sensibili alla stimolazione, tanto da determinare una sensazione di intenso piacere (orgasmo) e, come conseguenza, un aumento di volume ed un loro cambiamento di colore, per l’afflusso di sangue.
  • Il clitoride
    Il clitoride rappresenta il punto d’incontro delle piccole labbra.  Organo per eccellenza della sessualità femminile, che ha un’unica e specifica funzione: dare piacere. Una sua adeguata stimolazione, che gli permette di modificarsi in volume, induce la donna a raggiungere un orgasmo forte ed intenso (orgasmo clitorideo), che si differenzia da quello strettamente vaginale, tipicamente localizzato.
  • Il vestibolo
    Il vestibolo è un’area a forma di mandorla, sita all’interno delle piccole labbra, dove si aprono il meato urinario e l’apertura della vagina. L’uretra è il canale di passaggio per l’urina dalla vescica all’esterno, situata sotto il clitoride e sopra l’apertura della vagina.

Gli organi genitali interni

Gli organi genitali interni si distinguono in:

  1. imene
  2. ghiandole del Bartolino
  3. vagina – punto G
  4. collo dell’utero – utero – tube di Falloppio – ovaie
1. L‘ imene

Appena oltre l’apertura della vagina si trova l’imene, una sottile membrana di tessuto, che ostruisce in parte l’accesso alla vagina. Varia in forma e dimensioni da donna a donna. Non ricopre interamente l’ingresso vaginale, poiché è presente un’apertura per la fuoriuscita del sangue mestruale. Si lacera durante il rapporto sessuale, in caso di esercizi sportivi particolarmente violenti o a causa dell’inserimento di un tampone igienico.  La lacerazione dell’imene può determinare una piccola perdita di sangue e anche un po’ di dolore, dovuto spesso alla tensione vissuta dalla donna durante il suo primo rapporto sessuale.

2. Le ghiandole del Bartolino

Le ghiandole del Bartolino sono situate da una parte e dall’altra delle piccole labbra. Queste ghiandole si aprono in prossimità dell’ingresso della vagina e quando la donna è sessualmente eccitata secernono una piccola quantità di liquido.

3. La vagina (dal latino vagina, letteralmente “fodero” o “guaina”)

La vagina è la sede del rapporto sessuale, compresa tra ostio vaginale esterno e collo dell’utero. Ha la forma di un tubo appiattito con le pareti che si toccano. Ha una enorme capacità di espansione e di contrazione: ad esempio durante il rapporto sessuale può adattarsi a qualunque dimensione del pene. Durante la fase di eccitazione sessuale, risponde pressoché immediatamente agli stimoli di piacere. In pochi secondi lungo le sue pareti compaiono goccioline di liquido fino a ricoprirle uniformemente. Il liquido non è solo sintomo di eccitazione sessuale, ma funziona da lubrificante per il rapporto, senza il quale la penetrazione per la donna sarebbe dolorosa.

Il punto G si trova sulla parete vaginale anteriore a 3-4 cm dall’ ostio. Residuo embrionale più o meno sviluppato, che può in alcuni casi determinare una vera e propria “eiaculazione” femminile e favorire l’orgasmo vaginale.

4. Il collo dell’utero – utero – tube di Falloppio – ovaie

Non sono organi che direttamente influiscono sul rapporto sessuale, sebbene alcune modificazioni anatomiche durante l’eccitamento possano coinvolgerli.  Il collo dell’utero o cervice unisce vagina e utero. Durante la fase di eccitazione sessuale l’utero si solleva, aumenta di dimensioni e rimane tale fino all’orgasmo o fino al termine della stimolazione, in quanto affluisce alle sue pareti una maggior quantità di sangue. L’ utero entra in contattato con le ovaie tramite le tube di Falloppio.  Le donne possiedono due ovaie, che assolvono a due importanti funzioni: liberano le uova attraverso un processo chiamato ovulazione (l’uovo può quindi essere fertilizzato da uno spermatozoo) e producono ormoni femminili chiamati estrogeni e progesterone. Gli estrogeni sono fondamentali per lo sviluppo sessuale della donna, mentre il progesterone è molto importante per la gravidanza. Questi ormoni passano direttamente dalle ovaie nel circolo sanguigno.

 Le mammelle

Due gli aspetti importanti che caratterizzano le mammelle femminili: piacere erotico, in quanto giocano un ruolo importante per l’identità femminile e allattamento, quindi, nutrizione per i propri figli.  Fino alla menopausa, se la donna non ha allattato, le mammelle stimolate cresceranno in dimensione, per un aumento del flusso del sangue venoso.

IL PIACERE AL FEMMINILE

Il corpo femminile, da sempre depositario di movimenti seduttivi e sensibili, rappresenta lo “oggetto” di grande attenzione ed attrazione maschile.  Un interesse intenso, quindi, che spesso, però, impedisce all’uomo di non carpire i gesti più impercettibili e forse più importanti della comunicazione erotica femminile all’interno di una coppia.

Negli uomini l’erotismo e il piacere sono, tendenzialmente, finalizzati all’incontro sessuale, che diventa il reale motore dell’esistenza e che deve rimanere un fatto che inizia e finisce.

La donna, invece, desidera qualcosa di più: la donna vuole farsi ricordare, desiderare per sempre. Il fine ultimo della seduzione e del piacere femminile è quello di agire nel presente, per assicurarsi il futuro e la sua meta ultima tende a far scattare l’innamoramento dell’uomo, a suscitare in lui un desiderio, che si rinnova continuamente e costantemente.
Complesse, quindi, sono le emozioni, i sentimenti, le aspettative e le motivazioni che sottendono la mente e il corpo di una donna, che oggi più che mai la inducono a ricercare una piena e completa vitalità erotica: la donna vuole prima di tutto essere amata e desiderata.

Un ruolo fondamentale lo giocano i preliminari, così come il carattere ludico e passionale che il sesso nasconde nei meandri dell’amore.

Il piacere femminile rimane, ancora oggi, un “continente oscuro”. Il sentiero della maturazione libidica, emotiva e sessuale della donna è tortuoso ed imprevisto… Nel corso dell’infanzia la sessualità femminile si sviluppa, essenzialmente, in relazione al clitoride; ma la vera maturazione e lo sviluppo di una sessualità adulta si ha con il raggiungimento del piacere vaginale.
Affinché ciò avvenga la donna deve essere consapevole del proprio corpo e delle sue potenzialità, per poterlo gestire e condurre in una ricerca del piacere dove il partner non è primo attore, ma co-protagonista. Il vero piacere per esprimersi necessita di un percorso di crescita psicosessuale individuale e di coppia, spesso, sperimentato con l’aiuto delle fantasie erotiche… anch’esse intense ed essenzialmente complesse.

Una donna, diversamente da un uomo, controlla il proprio orgasmo: al massimo dell’eccitazione quando un uomo inevitabilmente porta a compimento l’atto sessuale, la donna può decidere di non raggiungere l’apice del piacere.   

La donna, quindi, deve prendere coscienza della propria femminilità ed educarsi verso una sessualità consapevole, responsabile e, soprattutto libera da ogni tabù.

DISFUNZIONI SESSUALI FEMMINILI

Le disfunzioni sessuali, secondo il DSM-IV (Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali), si caratterizzano per un’anomalia del desiderio sessuale e delle modificazioni psico-fisiologiche, che caratterizzano il ciclo di risposta sessuale, con conseguente disagio e difficoltà interpersonali (American Psychiatric Association, 1994). *

Le disfunzioni sessuali comprendono:
  • Disturbi del desiderio sessuale > mancanza di desiderio o avversione sessuale.
  • Disturbi dell’eccitazione sessuale > mancano le condizioni che predispongono sia psicologicamente che fisicamente la donna al rapporto sessuale.
  • Disturbi dell’orgasmo > mancanza totale o parziale dell’orgasmo femminile.
  • Disturbi da dolore sessuale >Dispareunia (dolore durante e/o dopo il rapporto sessuale) e vaginismo (impossibilità ad avere rapporti sessuali).
  • Disfunzione dovuta ad una condizione medica generale.
  • Disfunzione sessuale indotta da sostanze.
  • Disfunzione sessuale non altrimenti specificata.
Una disfunzione sessuale si caratterizza per la presenza di una anomalia nel processo del ciclo di risposta sessuale o dal dolore associato al rapporto sessuale.
Il ciclo di risposta sessuale implica:

Desiderio: fantasie legate all’attività sessuale e al desiderio di praticare attività sessuale.
Eccitazione: sensazione soggettiva di piacere sessuale e relative modificazioni fisiologiche.
Orgasmo: picco di piacere sessuale con allentamento della tensione sessuale e contrazioni ritmiche dei muscoli perineali e organi riproduttivi (maschio > sensazione inevitabile di eiaculare, seguita da emissione di sperma.  Donna > contrazioni della parte del terzo esterno della vagina).
Risoluzione: rilassamento muscolare e benessere generale (maschio > periodo refrattario; donna > possibilità di rispondere a nuove stimolazioni quasi subito).

I disturbi della risposta sessuale si possono verificare in una o più di queste fasi e necessaria risulta essere una valutazione minuziosa fatta dal clinico, considerando l’età, l’esperienza del soggetto, la frequenza, la cronicità del sintomo, il disagio soggettivo e l’effetto su altre aree di funzionamento. La disfunzione sessuale può essere presente sin dall’inizio dell’attività sessuale o svilupparsi solo dopo un periodo di funzionamento normale.

I fattori che possono causare disfunzione sessuale possono essere psicologici (i fattori psicologici hanno un ruolo preminente nell’insorgenza, nella gravità o nel mantenimento di una disfunzione sessuale a differenza delle condizioni mediche generali e delle sostanze), organici o combinati (fattori psicologici, che hanno un ruolo nell’insorgenza, nella gravità, nell’aggravamento o nel mantenimento di una disfunzione sessuale e uso di sostanze).

La disfunzione sessuale può essere, inoltre, associata a disturbi dell’umore e a disturbi d’ansia.

Una diagnosi di disfunzione sessuale dovrebbe tener conto di caratteristiche etniche, culturali, religiose e sociali, che possono influenzare il desiderio, le aspettative sessuali e l’atteggiamento nei confronti della prestazione.

Problemi non sessuali che possono causare disturbi sessuali

A) Cause biologiche
  • infettive/infiammatorie: vulviti, vestiboliti vulvari, vaginiti
  • ormonali: atrofie e distrofie vulvo-vaginali
  • anatomiche: imene cribroso, fibroso, agenesia vaginale
  • muscolari: ipertono muscolare
  • iatrogene: determinate dall’intervento medico
  • neurologiche, incluso il dolore neuropatico
  • immunitarie
  • vascolari: diabete, aterosclerosi
  • endometriosi
  • malattia infiammatoria pelvica (PID)
  • varicocele pelvico
  • dolori riferiti
  • esiti di radioterapia pelvica ed endovaginale
B) Cause psicosessuali
  • comorbilità coi disturbi del desiderio e dell’eccitazione
  • pregresse molestie e abusi sessuali
  • disturbi affettivi: depressione e ansia
  • catastrofismo, come modalità psicologica dominante
C) Cause relazionali
  • mancanza di intimità emotiva
  • preliminari inadeguati
  • conflitti coniugali e abusi verbali e fisici da parte del partner
  • insoddisfazione sessuale e conseguente inadeguata eccitazione
  • scarsa compatibilità dimensionale anatomica genitale
  • problemi sessuali del partner, incluse anomalie anatomiche (recurvatum peniena)

Sessualità insoddisfacente: disagiopiuttosto frequente, che “attanaglia” la donna per la mancanza di totale libertà nella propria dimensione sessuale:

  • Per inibizione dei desideri e delle emozioni.
  • Perché la donna considera primario l’appagamento maschile.
  • Per paura di essere criticate e abbandonate se manifestano le proprie esigenze, etc.

COSA SI PUÓ FARE

Ascoltare la paziente con una oculata attenzione clinica, in riferimento a tutte le caratteristiche del disagio sessuale, che porta in consultazione. La diagnosi medica è, infatti, pre-requisito essenziale per una terapia mirata, multifattoriale ed efficace, sia della dispareunia, sia di altre condizioni, urologiche, ginecologiche, fisiatriche, proctologiche, neurologiche, vascolari, e/o muscolari ad essa associate. La cura delle cause mediche della dispareunia è necessaria e preliminare ad un conseguente sostegno-consulenza o terapia sessuologica, per ottenere e/o recuperare una piena funzionalità in tutte le dimensioni della risposta sessuale.

La terapia andrà, quindi, indirizzata a trattare le diverse cause del disturbo e può essere esemplificata in tre fasi:

 * cura delle cause biologiche attuali di dolore:

a) infettive: prevenzione e cura delle micosi, delle vaginosi batteriche;
b) infiammatorie;
c) microtraumatiche, specie da coito. (L’astensione dalla penetrazione per un periodo limitati. La ripresa andrà poi aiutata da automassaggio e da lubrificanti);
d) mialgiche, legate a difficoltà muscolari (ripristinate con automassaggio e con riabilitazione fisioterapica);
e) ormonali, soprattutto quando la dispareunia compare in post menopausa (terapie locali vaginali estrogeniche, terapie locali androgeniche); quando la dispareunia è associata a lichen sclerosus e/o quando la donna riporta una comorbilità di disturbo dell’eccitazione clitoridea con difficoltà orgasmiche;
f) legate a iperalgesia, si interviene a livello sistemico (antidepressivi triciclici [amitriptilina] e locale [elettroanalgesia]).

 * Cura delle cause psicosessuali di dolore

Recupero o prima esperienza del piacere coitale. Si tratta di consulenza-terapia prevalentemente sessuologica e l’obiettivo non può essere solo la scomparsa del dolore, ma anche il raggiungimento, o il riottenimento, del desiderio, di un’adeguata eccitazione mentale e genitale, nonché del piacere coitale fino all’orgasmo.

 * Cura delle cause relazionali di dolore

Difficoltà legate al partner: questi viene coinvolto nel percorso di coppia come parte attiva-costruttiva e non “additato” come “colpevole” di aver causato dolore.

* L’ edizione DSM 5 del 2013 individua tre categorie distinte, che nel DSM-IV erano inglobate in una stessa categoria: Disforie di Genere; Parafilie e Disfunzioni sessuali

CONCLUSIONI

“Né il tempo né la saggezza trasformano l’essere umano: l’unica cosa che può spingere un individuo a cambiare è l’amore”.

L’amore non sta nell’altro, ma dentro noi stessi. Siamo noi che lo risvegliamo… ma perché ciò accada, abbiamo bisogno dell’altro.  L’universo ha senso solo quando abbiamo qualcuno con cui condividere le nostre emozioni.

La realizzazione di tutto questo è possibile solo se l’uomo e la donna imparano a dirsi:
insegnami il tuo corpo, rivelami i tuoi segreti!

Il dialogo e il pudore, spesso, ci impediscono di “denudarci” di fronte all’altro e, di conseguenza, ci impediscono di sperimentare e vivere tutti i piaceri del rapporto a due… da quello più fisico e passionale a quello più tenero e cerebrale.

“Se non penserò
all’amore
non sarò niente”

(P. Coelho “Undici minuti”)

Dr.ssa Antonietta Albano

Psicologa – psicoterapeuta con formazione in Sessuologia Clinica

Parma

(Fornia S. e Albano A., 2010, “Sessualità al femminile”. Battei Salute n. 13).


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Antonietta Albano

Antonietta Albano, Pedagogista- Psicologa e Psicoterapeuta, con formazione in Sessuologia Clinica e Perfezionamento in Psicologia Giuridica.

Iscritta all’Albo:
• Psicologo-Psicoterapeuta Regione Emilia Romagna con il n. 5006 sez. A
• CTU Tribunale di Parma n. 1124
• CIS (Centro Italiano di Sessuologia) di Bologna.
• FISS (Federazione Italiana di Sessuologia Scientifica).
• AIS (Associazione Sessuologi Italiani)

Sono Psicologa-Psicoterapeuta ad indirizzo ACP (Approccio Centrato sulla Persona).
Formazione in sessuologia clinica presso il CIS (Centro Italiano di Sessuologia) di Bologna, così come si evince dall’Albo CIS (Centro Italiano di Sessuologia) e dall’Albo FISS (Federazione Italiana di Sessuologia Scientifica), con esperienza ventennale nell’ambito della diagnosi, consulenza e terapia sessuale.
Il perfezionamento in Psicologia Giuridica mi consente di occuparmi, prevalentemente, di violenza di genere; violenza sessuale e crimini sessuali.

Lavoro nella città di Parma, come libera professionista, presso il Centro SIPRE.

Terapia individuale, di coppia e di gruppo (soprattutto in ambito sessuale) per adolescenti e adulti, rappresentano il mio interesse prevalente.
Docente di Filosofia e Scienze Umane, attualmente, presso il liceo delle Scienze Umane “A. Sanvitale” di Parma e ZappaFermi di Borgo Val di Taro.
Dal 2007 al 2016, sia in qualità di frequentatore che in qualità di libero professionista, ho collaborato con l’Associazione LILT (Lega Italiana Lotta Tumori) presso l’Azienda Ospedaliera di Parma (reparto urologia e maxillo facciale) in qualità di psico-sessuologa e psico-oncologa.

La mia formazione sul campo (ambito multidisciplinare psico-sessuologico) l’ho sperimentata presso il Poliambulatorio “Carl Rogers”. Attuale “Centro di Medicina”. Via Trasimeno 2- San Donà di Piave (Ve) con la supervisione del dr. Giovanni Marafon (ginecologo con formazione in Sessuologia Clinica ).
Ho partecipato in qualità di relatrice e a lavori di congressi e seminari in ambito Psicologico-Oncologico-Giuridico e Sessuologico.
Ho collaborato con diversi Enti, tra cui il Comune di Parma- Corpo di Polizia Municipale e il Corpo di Polizia di Stato, sez. squadra anticrimine, di Bologna in qualità di formatrice Psico-sessuologa.

Pubblicazioni scientifiche:
1. Albano A. La sessualità esperita, in Amori 4.0: Viaggio nel mondo delle relazioni (a cura di A. Prunotto, M.L. Rotolo, M. Martini e D. Vannini), Alpes Editore, Roma 2019.
2. Albano A. , Prunotto A. e Carubbi F. Dipendenza sessuale… fra mito e realtà , in Amori 4.0: Viaggio nel mondo delle relazioni (a cura di A. Prunotto, M.L. Rotolo, M. Martini e D.Vannini), Alpes Editore, Roma 2019.
3. Albano A. e Carubbi F. La violenza e le sue forme di reato: un’analisi attraverso il punto di vista psico-sessuologico “centrato sulla persona”, in Da Persona a Persona: Rivista di Studi
Rogersiani, Alpes Editore, Roma 2011
4. Fornia S. e Albano A. Sessualità al femminile, Battei-Salute Editore, n° 13, Parma, 2010
5. Albano A. Disturbi sessuali in seguito ad una violenza sessuale o abuso, in Psicologia Giuridica: Crimini sessuali e attività peritale (a cura di Rovetto F.- Rossi L. – La Marca S.), Libreria Santa Croce, Parma 2008
6. Antonietta Albano. La donna e la sua sessualità a confronto con la Costituzione Italiana, in Le parole

L’approccio è sempre multidisciplinare e, in questo viaggio, mi avvalgo della collaborazione di diversi professionisti della salute… in modo particolare del dr. Edoardo Stefano Pescatori (urologo-andrologo) e del dr. Andrea De Ioris (ginecologo).

www.andrologiapescatori.it
www.andreadeioris.com 

In Re.Te 4.0 mi occupo di Sessualità 4.0 e Coppia 4.0

Dove


Centro Sipre,  via della Repubblica n. 61/A – Parma

Articoli scritti

Sessualità 4.0 e Coppia 4.0

Sessualità 4.0 e Coppia 4.0 | Albano Antonietta Sessuologa clinica | Re.Te 4.0 - Amori 4.0

L’ area ” Sessualità 4.0 e Coppia 4.0″ promuove il benessere psico – sessuale, attraverso una riflessione della gestione di situazioni conflittuali e il miglioramento dei rapporti interpersonali. 

La sessuologia clinica, infatti, attraverso lo strumento della diagnosi, consulenza e terapia permette agli oscuri meandri dei disturbi sessuali, maschili e femminile, di acquisire valore, riconoscimento ed accettazione, per una responsabilizzazione, che faciliti la crescita.

L’approccio è sempre multidisciplinare e, in questo viaggio, mi avvalgo della collaborazione di diversi professionisti della salute… in modo particolare del dr. Edoardo Stefano Pescatori (urologo-andrologo) e del dr. Andrea De Ioris (ginecologo).

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Si occupa di Sessualità 4.0 e Coppia 4.0
Antonietta Albano

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