Sessualità ...al femminile. Antonietta Albano Sessuologo Parma

SESSUALITÁ … al femminile

Sessualità … al femminile

Credimi, il piacere di Venere non va affrettato,
ma prolungato, a poco a poco, con tardo indugio.
Quando avrai scoperto i punti dove la donna gode ad essere toccata,
il pudore non ti impedisca di toccarli.
Vedrai gli occhi brillare di un tremulo bagliore,
come i raggi del sole riflessi dall’acqua limpida.
Si aggiungeranno lamenti, si aggiungerà un tenero mormorio
e dolci gemiti e le parole che si convengono al gioco d’amore.
Ma tu non lasciare indietro la signora, servendoti
di vele più ampie, né consentire che sopravanzi la marcia;
raggiungete la meta simultaneamente; allora è vero piacere,
quando l’uomo e la donna, insieme, giacciono vinti.
Questa è la condotta da seguire, quando il tempo non manca,
né la paura affretta l’impresa furtiva.
Quando è rischioso indugiare, è bene far forza su tutti
i remi e piantare lo sperone sotto al cavallo lanciato …

Ovidio
Calame C. (1997). L’amore in Grecia. Edizione Universale Laterza; pg. 263

Questo scritto di Ovidio (43 a.C.-17 d.C.), influenzato dai poeti ellenistici (i primi ad esplorare l’intimità, che “corona” un rapporto sessuale), evidenzia come ai tempi del poeta latino fosse “simbolico” incitare gli amanti, alla “condivisione del piacere” per entrambi i partner e non a perpetrare l’esaltazione di un piacere esclusivo del solo sesso maschile.

Oggi percepiamo un vero ritorno all’esaltazione di Ovidio, in quanto le donne hanno iniziato ad assumere posizioni di maggiore “potere” relativamente al proprio corpo e alla propria vita di coppia. In primo piano c’è, infatti, il vissuto sessuale: benessere fisico e non solo “dovere” procreativo…

Nella Costituzione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità la salute viene definita come uno stato di benessere fisico, mentale e sociale e non semplicemente come assenza di malattia o infermità.  La sessualità, soprattutto femminile, oggi viene così “rivendicata”!

Le donne, attualmente, sono padrone di loro stesse e godono dell’uguaglianza giuridica e di tutti gli stessi diritti degli uomini, diversamente da quanto il nostro passato ci rimembra…

“Nel 1903 venne convocato il 1° Consiglio nazionale delle donne italiane articolato in vari settori sui diritti sociali, economici, politici e civili, ma in seguito il fascismo inaugurò una sua politica sul tema dei diritti delle donne: queste ultime venivano spinte entro le mura domestiche secondo il seguente slogan “la maternità sta alla donna come la guerra sta all’uomo”.

Obiettivo è di ripristinare dal “mondo antico” passioni e sentimenti d’amore di uomini e donne, che non avevano come scopo esclusivo la sola procreazione, ma il gioco, il divertimento e il vissuto di sensazioni differenti e profonde… una sessualità, quindi, non solo procreativa ma anche ricreativa e creativa.  Questa la grande “conquista” femminile che, tuttora, però a fatica si riesce a sperimentare “serenamente” ed in modo appagante, perché spesso “si scontra” con i comportamenti di coloro che, per cultura o personalità, “detengono” il diritto di violarli, violando così la donna in quanto persona.

Il nostro “viaggio” verso la conoscenza del mondo femminile inizia obbligatoriamente attraverso lo studio dell’anatomia e della fisiologia del suo corpo, per permetterci di conoscerci meglio e, di conseguenza, vivere appieno la nostra sessualità più intima.

UN PO’ DI ANATOMIA FEMMINILE

L’apparato genitale femminile comprende gli organi della riproduzione (primari [le gonadi, che sono le due ovaie e i gameti, che sono le uova prodotte dalle ovaie] e secondari [genitali interni: tube, utero e vagina; genitali esterni: la vulva; ghiandole accessorie, come le ghiandole mammarie]).

La funzione, primaria, dell’apparato genitale femminile è quella della riproduzione, che permette di assicurare la continuità del codice genetico. Non va dimenticato, però, anche l’aspetto erotico e di piacere, che questi organi possono conferire alla donna.   Il loro sviluppo si contraddistingue nel corso della vita per le importanti trasformazioni a cui va incontro. Il primo cambiamento avviene durante la pubertà con l’aumento volumetrico degli organi genitali esterni; l’inizio delle secrezioni vaginali e la comparsa dei peli pubici.  La loro maturazione si completa con i primi rapporti sessuali e l’eventuale esperienza di gravidanza, mentre si arresta con la menopausa e la progressiva atrofia dei tessuti, perdita dei peli pubici e la netta diminuzione della lubrificazione vaginale.

Queste modificazioni sono strettamente correlate alla fluttuazione degli ormoni sessuali: estrogeni, progesterone e testosterone

Gli organi genitali esterni

La vulva comprende gli organi genitali esterni della donna, cioè la parte anatomica visibile ad occhio nudo e comprende:

  1. il monte di venere
  2. le grandi labbra
  3. le piccole labbra
  4. il clitoride
  5. il vestibolo
  6. Il monte di Venere (da Venere, dea della mitologia romana)
  • Il monte di Venere
    Detto anche monte del pube, è un deposito di tessuto adiposo situato sopra l’osso pubico, che durante la pubertà si ricopre di peli.
  • Le grandi labbra
    Le grandi labbra, esterne e visibili, variano in forma e dimensione da donna a donna. Durante l’eccitazione sessuale si gonfiano, appiattendosi verso l’esterno e lasciando intravedere l’apertura della vagina (grazie all’aumento di afflusso sanguigno).
  • Le piccole labbra
    Le piccole labbra, interne, sono molto sensibili alla stimolazione, tanto da determinare una sensazione di intenso piacere (orgasmo) e, come conseguenza, un aumento di volume ed un loro cambiamento di colore, per l’afflusso di sangue.
  • Il clitoride
    Il clitoride rappresenta il punto d’incontro delle piccole labbra.  Organo per eccellenza della sessualità femminile, che ha un’unica e specifica funzione: dare piacere. Una sua adeguata stimolazione, che gli permette di modificarsi in volume, induce la donna a raggiungere un orgasmo forte ed intenso (orgasmo clitorideo), che si differenzia da quello strettamente vaginale, tipicamente localizzato.
  • Il vestibolo
    Il vestibolo è un’area a forma di mandorla, sita all’interno delle piccole labbra, dove si aprono il meato urinario e l’apertura della vagina. L’uretra è il canale di passaggio per l’urina dalla vescica all’esterno, situata sotto il clitoride e sopra l’apertura della vagina.

Gli organi genitali interni

Gli organi genitali interni si distinguono in:

  1. imene
  2. ghiandole del Bartolino
  3. vagina – punto G
  4. collo dell’utero – utero – tube di Falloppio – ovaie
1. L‘ imene

Appena oltre l’apertura della vagina si trova l’imene, una sottile membrana di tessuto, che ostruisce in parte l’accesso alla vagina. Varia in forma e dimensioni da donna a donna. Non ricopre interamente l’ingresso vaginale, poiché è presente un’apertura per la fuoriuscita del sangue mestruale. Si lacera durante il rapporto sessuale, in caso di esercizi sportivi particolarmente violenti o a causa dell’inserimento di un tampone igienico.  La lacerazione dell’imene può determinare una piccola perdita di sangue e anche un po’ di dolore, dovuto spesso alla tensione vissuta dalla donna durante il suo primo rapporto sessuale.

2. Le ghiandole del Bartolino

Le ghiandole del Bartolino sono situate da una parte e dall’altra delle piccole labbra. Queste ghiandole si aprono in prossimità dell’ingresso della vagina e quando la donna è sessualmente eccitata secernono una piccola quantità di liquido.

3. La vagina (dal latino vagina, letteralmente “fodero” o “guaina”)

La vagina è la sede del rapporto sessuale, compresa tra ostio vaginale esterno e collo dell’utero. Ha la forma di un tubo appiattito con le pareti che si toccano. Ha una enorme capacità di espansione e di contrazione: ad esempio durante il rapporto sessuale può adattarsi a qualunque dimensione del pene. Durante la fase di eccitazione sessuale, risponde pressoché immediatamente agli stimoli di piacere. In pochi secondi lungo le sue pareti compaiono goccioline di liquido fino a ricoprirle uniformemente. Il liquido non è solo sintomo di eccitazione sessuale, ma funziona da lubrificante per il rapporto, senza il quale la penetrazione per la donna sarebbe dolorosa.

Il punto G si trova sulla parete vaginale anteriore a 3-4 cm dall’ ostio. Residuo embrionale più o meno sviluppato, che può in alcuni casi determinare una vera e propria “eiaculazione” femminile e favorire l’orgasmo vaginale.

4. Il collo dell’utero – utero – tube di Falloppio – ovaie

Non sono organi che direttamente influiscono sul rapporto sessuale, sebbene alcune modificazioni anatomiche durante l’eccitamento possano coinvolgerli.  Il collo dell’utero o cervice unisce vagina e utero. Durante la fase di eccitazione sessuale l’utero si solleva, aumenta di dimensioni e rimane tale fino all’orgasmo o fino al termine della stimolazione, in quanto affluisce alle sue pareti una maggior quantità di sangue. L’ utero entra in contattato con le ovaie tramite le tube di Falloppio.  Le donne possiedono due ovaie, che assolvono a due importanti funzioni: liberano le uova attraverso un processo chiamato ovulazione (l’uovo può quindi essere fertilizzato da uno spermatozoo) e producono ormoni femminili chiamati estrogeni e progesterone. Gli estrogeni sono fondamentali per lo sviluppo sessuale della donna, mentre il progesterone è molto importante per la gravidanza. Questi ormoni passano direttamente dalle ovaie nel circolo sanguigno.

 Le mammelle

Due gli aspetti importanti che caratterizzano le mammelle femminili: piacere erotico, in quanto giocano un ruolo importante per l’identità femminile e allattamento, quindi, nutrizione per i propri figli.  Fino alla menopausa, se la donna non ha allattato, le mammelle stimolate cresceranno in dimensione, per un aumento del flusso del sangue venoso.

IL PIACERE AL FEMMINILE

Il corpo femminile, da sempre depositario di movimenti seduttivi e sensibili, rappresenta lo “oggetto” di grande attenzione ed attrazione maschile.  Un interesse intenso, quindi, che spesso, però, impedisce all’uomo di non carpire i gesti più impercettibili e forse più importanti della comunicazione erotica femminile all’interno di una coppia.

Negli uomini l’erotismo e il piacere sono, tendenzialmente, finalizzati all’incontro sessuale, che diventa il reale motore dell’esistenza e che deve rimanere un fatto che inizia e finisce.

La donna, invece, desidera qualcosa di più: la donna vuole farsi ricordare, desiderare per sempre. Il fine ultimo della seduzione e del piacere femminile è quello di agire nel presente, per assicurarsi il futuro e la sua meta ultima tende a far scattare l’innamoramento dell’uomo, a suscitare in lui un desiderio, che si rinnova continuamente e costantemente.
Complesse, quindi, sono le emozioni, i sentimenti, le aspettative e le motivazioni che sottendono la mente e il corpo di una donna, che oggi più che mai la inducono a ricercare una piena e completa vitalità erotica: la donna vuole prima di tutto essere amata e desiderata.

Un ruolo fondamentale lo giocano i preliminari, così come il carattere ludico e passionale che il sesso nasconde nei meandri dell’amore.

Il piacere femminile rimane, ancora oggi, un “continente oscuro”. Il sentiero della maturazione libidica, emotiva e sessuale della donna è tortuoso ed imprevisto… Nel corso dell’infanzia la sessualità femminile si sviluppa, essenzialmente, in relazione al clitoride; ma la vera maturazione e lo sviluppo di una sessualità adulta si ha con il raggiungimento del piacere vaginale.
Affinché ciò avvenga la donna deve essere consapevole del proprio corpo e delle sue potenzialità, per poterlo gestire e condurre in una ricerca del piacere dove il partner non è primo attore, ma co-protagonista. Il vero piacere per esprimersi necessita di un percorso di crescita psicosessuale individuale e di coppia, spesso, sperimentato con l’aiuto delle fantasie erotiche… anch’esse intense ed essenzialmente complesse.

Una donna, diversamente da un uomo, controlla il proprio orgasmo: al massimo dell’eccitazione quando un uomo inevitabilmente porta a compimento l’atto sessuale, la donna può decidere di non raggiungere l’apice del piacere.   

La donna, quindi, deve prendere coscienza della propria femminilità ed educarsi verso una sessualità consapevole, responsabile e, soprattutto libera da ogni tabù.

DISFUNZIONI SESSUALI FEMMINILI

Le disfunzioni sessuali, secondo il DSM-IV (Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali), si caratterizzano per un’anomalia del desiderio sessuale e delle modificazioni psico-fisiologiche, che caratterizzano il ciclo di risposta sessuale, con conseguente disagio e difficoltà interpersonali (American Psychiatric Association, 1994). *

Le disfunzioni sessuali comprendono:
  • Disturbi del desiderio sessuale > mancanza di desiderio o avversione sessuale.
  • Disturbi dell’eccitazione sessuale > mancano le condizioni che predispongono sia psicologicamente che fisicamente la donna al rapporto sessuale.
  • Disturbi dell’orgasmo > mancanza totale o parziale dell’orgasmo femminile.
  • Disturbi da dolore sessuale >Dispareunia (dolore durante e/o dopo il rapporto sessuale) e vaginismo (impossibilità ad avere rapporti sessuali).
  • Disfunzione dovuta ad una condizione medica generale.
  • Disfunzione sessuale indotta da sostanze.
  • Disfunzione sessuale non altrimenti specificata.
Una disfunzione sessuale si caratterizza per la presenza di una anomalia nel processo del ciclo di risposta sessuale o dal dolore associato al rapporto sessuale.
Il ciclo di risposta sessuale implica:

Desiderio: fantasie legate all’attività sessuale e al desiderio di praticare attività sessuale.
Eccitazione: sensazione soggettiva di piacere sessuale e relative modificazioni fisiologiche.
Orgasmo: picco di piacere sessuale con allentamento della tensione sessuale e contrazioni ritmiche dei muscoli perineali e organi riproduttivi (maschio > sensazione inevitabile di eiaculare, seguita da emissione di sperma.  Donna > contrazioni della parte del terzo esterno della vagina).
Risoluzione: rilassamento muscolare e benessere generale (maschio > periodo refrattario; donna > possibilità di rispondere a nuove stimolazioni quasi subito).

I disturbi della risposta sessuale si possono verificare in una o più di queste fasi e necessaria risulta essere una valutazione minuziosa fatta dal clinico, considerando l’età, l’esperienza del soggetto, la frequenza, la cronicità del sintomo, il disagio soggettivo e l’effetto su altre aree di funzionamento. La disfunzione sessuale può essere presente sin dall’inizio dell’attività sessuale o svilupparsi solo dopo un periodo di funzionamento normale.

I fattori che possono causare disfunzione sessuale possono essere psicologici (i fattori psicologici hanno un ruolo preminente nell’insorgenza, nella gravità o nel mantenimento di una disfunzione sessuale a differenza delle condizioni mediche generali e delle sostanze), organici o combinati (fattori psicologici, che hanno un ruolo nell’insorgenza, nella gravità, nell’aggravamento o nel mantenimento di una disfunzione sessuale e uso di sostanze).

La disfunzione sessuale può essere, inoltre, associata a disturbi dell’umore e a disturbi d’ansia.

Una diagnosi di disfunzione sessuale dovrebbe tener conto di caratteristiche etniche, culturali, religiose e sociali, che possono influenzare il desiderio, le aspettative sessuali e l’atteggiamento nei confronti della prestazione.

Problemi non sessuali che possono causare disturbi sessuali

A) Cause biologiche
  • infettive/infiammatorie: vulviti, vestiboliti vulvari, vaginiti
  • ormonali: atrofie e distrofie vulvo-vaginali
  • anatomiche: imene cribroso, fibroso, agenesia vaginale
  • muscolari: ipertono muscolare
  • iatrogene: determinate dall’intervento medico
  • neurologiche, incluso il dolore neuropatico
  • immunitarie
  • vascolari: diabete, aterosclerosi
  • endometriosi
  • malattia infiammatoria pelvica (PID)
  • varicocele pelvico
  • dolori riferiti
  • esiti di radioterapia pelvica ed endovaginale
B) Cause psicosessuali
  • comorbilità coi disturbi del desiderio e dell’eccitazione
  • pregresse molestie e abusi sessuali
  • disturbi affettivi: depressione e ansia
  • catastrofismo, come modalità psicologica dominante
C) Cause relazionali
  • mancanza di intimità emotiva
  • preliminari inadeguati
  • conflitti coniugali e abusi verbali e fisici da parte del partner
  • insoddisfazione sessuale e conseguente inadeguata eccitazione
  • scarsa compatibilità dimensionale anatomica genitale
  • problemi sessuali del partner, incluse anomalie anatomiche (recurvatum peniena)

Sessualità insoddisfacente: disagiopiuttosto frequente, che “attanaglia” la donna per la mancanza di totale libertà nella propria dimensione sessuale:

  • Per inibizione dei desideri e delle emozioni.
  • Perché la donna considera primario l’appagamento maschile.
  • Per paura di essere criticate e abbandonate se manifestano le proprie esigenze, etc.

COSA SI PUÓ FARE

Ascoltare la paziente con una oculata attenzione clinica, in riferimento a tutte le caratteristiche del disagio sessuale, che porta in consultazione. La diagnosi medica è, infatti, pre-requisito essenziale per una terapia mirata, multifattoriale ed efficace, sia della dispareunia, sia di altre condizioni, urologiche, ginecologiche, fisiatriche, proctologiche, neurologiche, vascolari, e/o muscolari ad essa associate. La cura delle cause mediche della dispareunia è necessaria e preliminare ad un conseguente sostegno-consulenza o terapia sessuologica, per ottenere e/o recuperare una piena funzionalità in tutte le dimensioni della risposta sessuale.

La terapia andrà, quindi, indirizzata a trattare le diverse cause del disturbo e può essere esemplificata in tre fasi:

 * cura delle cause biologiche attuali di dolore:

a) infettive: prevenzione e cura delle micosi, delle vaginosi batteriche;
b) infiammatorie;
c) microtraumatiche, specie da coito. (L’astensione dalla penetrazione per un periodo limitati. La ripresa andrà poi aiutata da automassaggio e da lubrificanti);
d) mialgiche, legate a difficoltà muscolari (ripristinate con automassaggio e con riabilitazione fisioterapica);
e) ormonali, soprattutto quando la dispareunia compare in post menopausa (terapie locali vaginali estrogeniche, terapie locali androgeniche); quando la dispareunia è associata a lichen sclerosus e/o quando la donna riporta una comorbilità di disturbo dell’eccitazione clitoridea con difficoltà orgasmiche;
f) legate a iperalgesia, si interviene a livello sistemico (antidepressivi triciclici [amitriptilina] e locale [elettroanalgesia]).

 * Cura delle cause psicosessuali di dolore

Recupero o prima esperienza del piacere coitale. Si tratta di consulenza-terapia prevalentemente sessuologica e l’obiettivo non può essere solo la scomparsa del dolore, ma anche il raggiungimento, o il riottenimento, del desiderio, di un’adeguata eccitazione mentale e genitale, nonché del piacere coitale fino all’orgasmo.

 * Cura delle cause relazionali di dolore

Difficoltà legate al partner: questi viene coinvolto nel percorso di coppia come parte attiva-costruttiva e non “additato” come “colpevole” di aver causato dolore.

* L’ edizione DSM 5 del 2013 individua tre categorie distinte, che nel DSM-IV erano inglobate in una stessa categoria: Disforie di Genere; Parafilie e Disfunzioni sessuali

CONCLUSIONI

“Né il tempo né la saggezza trasformano l’essere umano: l’unica cosa che può spingere un individuo a cambiare è l’amore”.

L’amore non sta nell’altro, ma dentro noi stessi. Siamo noi che lo risvegliamo… ma perché ciò accada, abbiamo bisogno dell’altro.  L’universo ha senso solo quando abbiamo qualcuno con cui condividere le nostre emozioni.

La realizzazione di tutto questo è possibile solo se l’uomo e la donna imparano a dirsi:
insegnami il tuo corpo, rivelami i tuoi segreti!

Il dialogo e il pudore, spesso, ci impediscono di “denudarci” di fronte all’altro e, di conseguenza, ci impediscono di sperimentare e vivere tutti i piaceri del rapporto a due… da quello più fisico e passionale a quello più tenero e cerebrale.

“Se non penserò
all’amore
non sarò niente”

(P. Coelho “Undici minuti”)

Dr.ssa Antonietta Albano

Psicologa – psicoterapeuta con formazione in Sessuologia Clinica

Parma

(Fornia S. e Albano A., 2010, “Sessualità al femminile”. Battei Salute n. 13).


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