Sessualità e Pathos

Sessualità e Pathos.
Quando dico amore, la mente percorre un itinerario associativo che conduce al sesso e alla possibilità da parte dell’Io di viverlo, di dominarlo, di fruirne.

Il sesso, all’interno dell’atto d’amore, non è qualcosa di cui l’Io dispone. Al contrario è qualcosa che lo incrina, che lo apre alla crisi, che lo dis-toglie dal centro del cosmo. Non azione ma passione si vive nel sesso, passione di cui l’Io non è attore ma semplice portavoce.


Socrate infatti parlava del sesso come di possessione, (katokochè), che richiama la definizione che molti mistici danno del loro rapporto con Dio. Il sesso, nella sua estasi, è collasso del senso, vacillare, che giunge fino allo sporgersi sulle dimore della follia, alterazione di quell’ordine egoico, che ci individuò nel momento in cui ci distinguemmo e differenziammo dalla simbiosi, quando cioè la costruzione del sé richiedeva separazione ed ordine.

Dice Galimberti: “Questa vertigine che ogni atto sessuale porta con sé, ha bisogno della presenza dell’altro, ma solo come memoria della realtà che si lascia e come possibilità di ritorno dal mondo estraneo a cui ci si è concessi nella dissolvenza dell’Io. … ogni atto sessuale ha bisogno della presenza dell’altro che sappia accompagnarci nella perdita di noi stessi e nella risalita dalle profondità di noi stessi. L’avvinghiarsi al corpo dell’altro, prima di un contatto è dunque una presa.”

L’altro è la garanzia che il nostro perderci nella follia dell’estasi, nella dissolvenza delle categorie del pensiero logico, nella dissoluzione dell’Io avrà un termine; egli sarà il testimone-garante del nostro ritorno, l’involontaria maieutica di cui l’alterità è capace, pur senza saperlo.


Ma in realtà il corpo nella sua pienezza non erotizza, perché non lascia spazio alla creazione dell’altro mentre amore si dà solo là ove sia possibile creazione, proiezione, costruzione. Non è mai del pieno che ci si innamora, ma del vuoto: l’amore si nutre di assenza, là dove le tracce dell’altro mi permettono una mia creazione. Non è infatti della natura che ci si innamora, ma di ciò che siamo in grado di fare, di immaginare, di plasmare a partire da essa. Così come non è il battito alterato del cuore a poter spiegare la paura ma è la paura a generare la sua semeiotica, così non sono i dati di natura, le evidenze fisiologiche a spiegare il desiderio ma è esattamente il contrario.


La sessualità, pertanto, non è carne ma desiderio e dunque, ciò a cui davvero si tende, non è tanto l’orgasmo quanto l’incontro con l’altro e la capacità al contempo di desiderarlo e di esserne desiderato. Ma in molti rapporti odierni, frettolosi e consumistici, l’incapacità di amare diviene desiderio di desiderare, masturbatorio atto di chiusura in se stessi che non conserva alcunché dell’apertura verso l’altro, di quella trascendenza laica in cui il vero amore consiste. Così, ripiegati in atti onanistici duali, si rischia di affogare il desiderio nella compulsione ossessiva, in una insoddisfacente coazione a ripetere, che non riesce ad estinguere il desiderio e spesso neppure ad innescarlo nella sua accezione affettiva piena e compiuta.

Non è un corpo nudo a sedurci ma le speranze e le promesse di trascendenza rispetto alla propria soggettività cui esso allude. Proviamo infatti a pensare cosa susciti, in noi, la possibilità che il corpo nudo, di fronte a noi, alle nostre profferte d’amore risponda con sprezzante diniego. Il desiderio si estingue nella mortificazione (nel farsi morte), bloccato e avvilito dall’impossibilità di trascendersi. Proprio per questo abbiamo detto che l’amore sessuale è passione, nel senso di patire l’altro, ovvero sapere che la mia “elevazione” dipenda dalla sua libertà, dal suo accettare o rifiutare la mia profferta.
Queste alcune riflessioni, che permettono di “sintonizzarci” sull’esserci con l’altro e nell’altro!

Dr.ssa Antonietta Albano
Psicoterapeuta e Sessuologo Clinico

Sessualità e Pathos Sessualità e Pathos

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Il tradimento: uno strappo doloroso che si può riparare

 

 

Il tradimento: uno strappo doloroso che si può riparare.

Un tema scottante il tradimento. In chat, virtuale, reale, ogni coppia giovane o meno conosce questo strappo doloroso e crudele, sia anche solo come fantasia.

Sembrano si  siano moltiplicate queste situazioni, complici i social network, lo sdoganamento stesso della situazione, vissuta con minore senso di colpa, e comunque come possibilità di accadimento.

Cosa accade alla coppia, nel momento in cui si scopre il tradimento?

Il tradimento rompe in modo rovinoso, spesso, un equilibrio di coppia, minandone le fondamenta di fiducia.
Si scopre  che l’altro è fallibile, che noi non siamo “tutto” ma che vi sono spazi di non conosciuto e non condiviso. Alla domanda “il tradimento in chat o nei siti di incontri, durante una trasferta di lavoro o in vacanza , vale meno di una relazione clandestina durata più tempo?”
Solo la coppia potrà darne risposta, e significato. Scrivo di coppia perché entrambi saranno chiamati al compito di svelamento e riorganizzazione delle trame della loro storia.

Come superare un tradimento?

Non esistono ricette per superare un tradimento, ogni coppia ha la sua storia e i suoi processi. 
Vi sono tradimenti che per alcuni possono essere compresi: l’avventura di una sera, complice il vino e la lontananza da casa; un momento di freddezza, presi da richieste esterne, accudimenti di genitori anziani, maternità, problemi di lavoro o semplicemente il desiderio inconfessato di vivere qualcosa di diverso.

A volte Il tradimento diventa inganno, caduta di ogni illusione, perdita di progettualità, di senso di sè nella coppia e dell’altro.

Vi sono tradimenti che diventano relazioni parallele, per più  tempo, che portano  disillusioni, affanni, fratture a volte difficili da recuperare, con le quali a volte ci si dovrà chiedere di convivere

Perdonare, far finta di niente, chiedere aiuto?

Attenzione: è il partner tradito che deve cercare dentro di sè la propria risoluzione di significati. E’ lei/lui la vittima, nel caso, e non si dovrà pretendere comprensione e tempi brevi a priori.
D’altro canto non ci deve neanche porre in un ottica da martire, pronti ad accettare qualsiasi cosa in nome dell’assoluzione. Il tradimento è molto doloroso, molto.
I processi di ascolto e di aiuto devono avere tempi dilatati, ma non eterni e devono procedere verso una trasformazione.

Che fare ?

Può capitare, è capitato, si possono dare altre possibilità, soprattutto se la relazione è stabile, dura da parecchi anni e se la coppia riesce a integrare lo spazio di questa esperienza in qualcosa che la possa aiutare a crescere e a colmare investendo reciprocamente all’interno .

Che cosa non fare ?

Ci sono dei passi che io indico sempre di NON compiere, nonostante le sollecitazioni del partner tradito e del desiderio da parte dell’altro di essere sincero e franco ( e anche, spesso, di alleggerirsi da pesi).

Il tradimento fa male 

NON raccontate che poco. Il necessario, e sappiate che è già troppo. Se volete davvero recuperare il rapporto di coppia, non  giustificatevi appellandovi ad eventuali mancanze del compagno/a o alle vostre.
NON raccontate di eventi, di incontri, di situazioni condivise, di amore o sesso provato o meno. NO.
Il mito di essere trasparenti e sinceri è appunto un mito, un idealizzazione nefasta che inevitabilmente si ritorcerà nella coppia e nella sua storia. Siamo sufficientemente capaci di imbastire fantasiose liason senza che queste vengano confermate. Vi sono spazi che la coppia non condivide, e questo è uno .

Il tradimento è doloroso, vostro compito proteggere e proteggervi.

Siate onesti con il partner: piuttosto date un tempo per chiudere con il terzo, piuttosto che continuare in sotterfugi in attesa di chiarire e chiarirvi; non adottate comportamenti ambigui, poco chiari, ma neanche consegnate password o stampe di mail. La fiducia deve essere costruita e non estorta.

Chiedete aiuto!

Una psicoterapia di coppia potrà essere di notevole aiuto per facilitare comunicazioni di affetti e emozioni, sollevando da recriminazioni e rancori capaci di corrodere con il tempo anche le miglioro intenzioni di recupero. Il tradimento fa molto male.

Non è facile ritessere trame dolorosamente lacerate .

La vostra coppia, e voi: datevi la possibilità di sperimentare, in un luogo sicuro e protetto, processi di comprensione reciproca, volti a rinsaldare il legame e a scoprirvi più complici ed innamorati, riscegliendovi, autenticamente.

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Quando il partner è molto più giovane di lei

Amori 4.0 – quando il partner è molto più giovane di lei

Siamo abituati a scorrere sulle riviste di Gossip di amori che legano uomini in età avanzata e giovani donne nel fiore degli anni, mentre destano curiosità, scetticismo, biasimo, le relazioni dove il partner è molto più giovane di lei .

La pubblicità, che intercetta e precede i nostri presunti bisogni ci suggerisce del resto che anche per noi donne, ora i 50 anni sono i nuovi trenta.
In libreria e nei reality sono sempre più frequenti le narrazioni di coppie con un lui più giovane di lei e la definizione di toys boy più raramente utilizzata.
E da qualche anno anche la stanza dell’analisi accoglie le confidenze e le riflessioni su questi rapporti, quando lui è molto più giovane di lei .

Cosa accade dunque, quando lui è più giovane di lei?

Premettiamo che ogni coppia e ogni persona ha la sua storia. Il perché dell’innamorarsi ha a che fare con il mistero dell’alchimia amorosa, mix di vissuti, affetti, sensibilità, visioni di vita e di valori.
Intanto effettivamente l’avanzare dell’età è stata dribblata dai cambiamenti di stile di vita rispetto ad alcuni decenni di anni fa.

Perché si scelgono?

Se l’adultescente è una categorizzazione di tratti narcisi di adulti eterni Peter Pan, vi sono d’altra parte adulti maturi con animi giovani e creativi e altrettanti giovani maturi rispetto ai coetanei.
Questi trovano nella donna con più anni una compagna stabile e sicura di sè e del proprio posto nel mondo.
Il lui più giovane di lei trova una donna solida, con cui corrispondere senza gli affanni dell’incertezza tumultuosa dei tempi liquidi in cui è immerso.

Quali dinamiche li legano?

Non il supporto e sostegno, cosi ho ritrovato nelle mie esperienze cliniche, che non chiedono e non devono destinare, ma realtà che rendono i rapporti a loro sentire, lievi.
L’essere liberi di affrancarsi in campo lavorativo, non essere pressati in scadenze di vita, il disincanto maggiore davanti alle possibilità di evasione .
Vivono i rapporti, il compagno più giovane di lei, cosi: sentendosi più stabili, meno invischiati in rapporti a loro sentire controllanti, bisognosi, e statici.

Come lo vivono le donne?

Le compagne spesso si trovano ad esclamare: “dott.ssa mai avrei pensato potesse capitarmi una cosa simile, innamorarmi di un uomo con cosi tanti anni meno di me”.
Si ottiene, unite alla sorpresa, anche la malcelata gratificazione di scoprire di essere fonte di desiderio e di interesse.
L’età anagrafica davvero diventa solo quello segnata dalle carta d’identità, che suscita sorriso ironico alla reception dell’hotel , o i commenti ironici e preoccupati di conoscenti e familiari.

Quali difficoltà posso incontrare queste coppie sbilanciate?

La possibilità che l’amore possa venire meno, scemata l’attrazione e la novità, che la quotidianità venga a minare il piacere della convivenza, che le molteplici possibilità di incontro che la vita offre e la possibilità che il corpo vada incontro più facilmente e velocemente agli acciacchi dell’età, è da tenere in considerazione.
Ma da tenere in considerazione con la giusta attenzione alla statistica, che di per sè può farci prevedere situazioni, ma non altro.

A quali aspetti devono porre maggiore attenzione?
Le relazioni sono sottoposte tout court, a spinte e accelerazioni indipendentemente dal compagno più giovane di lei. Sta alla coppia saper coltivare con attenzione spazi comuni e giardini segreti, affetti e progetti che costituiscano quel quid capaci di proteggere il proprio essersi scelti.

Un’aspetto importante, una raccomandazione doverosa, da non trascurare.
Come professionista la devo: il compagno più giovane di lei, e Lei, devono parlare e confrontarsi sul tema della genitorialità.

La genitorialità, un tema da affrontare.
Questo è un passo che deve essere affrontato, con chiarezza d’intenti e con uno sguardo lungimirante verso il futuro. La natura non permette di essere sfidata, pur con tutte le possibilità che la scienza ci offre, e il tema dell’adozione è delicato e complesso.

Quello che può essere un sogno che non si vuole accarezzare nei prossimi anni potrebbe diventare urgenza nei seguenti; e sarebbe ingiusto e crudele caricarsi di colpe inesistenti.

La genitorialità non è esclusivamente biologica, la coppia deve sentirsi capace di dare vita

La sfida starà nel considerare la genitorialità come un qualcosa identificabile con più aspetti vitali , con investimenti procreativi diversi dalla biologia.

Cercare di essere felici, nel rispetto dell’Altro e di sè, perché tutto ha il suo posto nel mondo!

“Dott.ssa, me lo ha detto lei una volta, mi ha citata una pimpante 58 enne, insegnante, con il compagno più giovane di lei, di 45 (responsabile di una libreria, lo conosco di vista, e posso affermare che la differenza d’età proprio non si vede…!), nella vita il nostro compito è cercare di essere almeno un po’ contenti….noi abbiamo sfidato tutti, lei ci ha aiutato, e noi lo siamo!”.

partner è molto più giovane di lei partner è molto più giovane di lei partner è molto più giovane di lei

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Webinar Amori 4.0, viaggio nel mondo delle relazioni contemporanee

webinar 27 maggio 2020 ore 18: per iscrizioni https://formazionecontinuainpsicologia.it/corso/amori-4-0-viaggio-nel-mondo-delle-relazioni-contemporanee/?unapproved=143930&moderation-hash=40e3a45d94d4fc243426280e795b8963#descrizione

In questo webinar verranno presentati ed affrontati i contenuti del libro Amori 4.0. Viaggio nel mondo delle relazioni delle curatrici Amalia Prunotto, Maria Letizia Rotolo, Diana Vannini, Marianna Martini; edito da Alpes.

Scenari delle relazioni nel nostro mondo contemporaneo: da un progetto pilota dell’osservatorio nazionale sulle relazioni nel nuovo millennio, “riflessioni e criticità su processi e prassi di intervento sui temi dell’amore e delle sue declinazioni”.

Un “viaggio” nel mondo contemporaneo delle relazioni. Gli scenari sociali e culturali con l’avvento del web e delle nuove tecnologie ha repentinamente modificato contesti, domande e bisogni in cui ci muoviamo. Questo testo, che è progetto diffuso su tutto il territorio nazionale, che vede partner le ’Università di Parma e di Bologna, è un “osservatorio” sulle relazioni e sul loro stato attuale.

Professionisti di diverse aree del mondo del sociale, culturale e artistico, legislativo, hanno destinato il proprio contributo, ognuno dal proprio specifico contesto, contribuendo a fornire riflessioni e spunti di ricerca.

L’attuale in fase di attiva trasformazione, i nuovi capitoli di esperienza e le nuove aggettivazioni (dalla Pma eterologa al revenge porn, dal trauma d’abuso narcisistico all’eternità dopo la morte, significata dal web, etc.), tutto contribuisce a creare situazioni dove ci si sente smarriti, sia come gente comune che come professionisti. Questo volume vuole essere un tentativo di illustrare e proporre letture e nuovi significati ad un mondo che sembra del tutto nuovo e diverso, valorizzando saperi e competenze.

Elenco contenuti trattati durante il webinar:

  1. Amori 4.0: il progetto pilota di un osservatorio nazionale sulle relazioni del mondo contemporaneo
  2. Viaggio nel mondo delle relazioni di coppia con problematiche di infertilità e sessuali. Interventi psicologici nella PMA con donazione di gameti.
  3. Le declinazioni dell’Amore. La Self Compassion come amore per sé stessi.
  4. L’eternità e l’amore, il lutto nel web e il lutto dell’animale domestico

Data:

Il webinar si svolgerà mercoledì 27 maggio alle ore 18:00

Destinatari:

Psicologi e psicoterapeuti

Tra i Docenti:

Amalia Prunotto, psicologa, psicoterapeuta, ad orientamento psicodinamico, è ideatrice e referente del progetto amori 4.0. Da più di 20 anni si occupa di dipendenze affettive e relazionali, curando articoli, tesi, seminari condivisi con autorevoli colleghi, anche presso Università., e strumenti di “terza generazione” con la proposta metodologica del’auto aiuto proposta da Lidap-Onlus (Lega italiana Disturbo di attacco di panico, ansia e agorafobia), di cui è consulente, altresì’ dal 1997. Ha pubblicato per magazine di settore di ambito medico Nel 2017 ha pubblicato con altri autori per Golem, sui temi della genitorialità e la PMA; nel 2000 in interno di “Panico,” MCGraw Hill, curato da Francesco Rovetto. Divide la sua attività fra Parma, Padova e Rimini, con adulti, giovani adulti, coppie e gruppi.

Maria Letizia Rotolo psicologa psicoterapeuta ad orientamento psicodinamico-psicoanalitico, terapeuta EMDR, psicologa forense, sessuologa. Si occupa da 15 anni di tematiche legate al tema della PMA in collaborazione con Centri rinomati a livello internazionale. Autrice di numerosi articoli scientifici e di tre volumi, lavora sul territorio di Bologna, ed è Vice Presidente dell’Associazione di Promozione Sociale PsicoSfere

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Quello che gli uomini non riescono a dire…

Quello che gli uomini non riescono a dire, e le donne a comprendere. Le ferite di Ercole.

Non ti lasciai un motivo né una colpa ti ho fatto male per non farlo alla tua vita

Claudio Baglioni-Mille Giorni di te di me, 2001

Si parla d’amore, in questo tempo sospeso,di amori ai tempi del Covid19.

Mi è stato affidato questo scritto, per i lavori de “Le ferite di Ercole, quello che gli uomini non riescono a dire, e le donne a comprendere”.

E’ la lettera, sofferta, che un uomo vorrebbe inoltrare ad una donna che ha scoperto d’amare.

Un amore imprevisto, inatteso, insinuatosi, nonostante, in una relazione trentennale, solida e serena, che fino a quel momento non aveva conosciuto crepe.

Quello che gli uomini non riescono a dire, appunto.

Gli avvicendamenti banali della storia di per sè basterebbero per rimandarla ad una delle tante relazioni clandestine, ma è nel riconoscere e nel comprendere i significati e gli accadimenti nella nostra vita, che sono unici per la nostra storia, che possiamo fare pace con la stessa.

In questa lettera c’è tutto: l’innamoramento, i sogni, le illusioni d’amore, lo sconcerto di un amore imprevisto, lo spazio della seduzione, del ghostingh(!) e dell’abbandono.

E la consapevolezza che, spesso, chiamiamo amore una fuga dalla paura di vivere.

Quello che gli uomini non riescono a dire

E lasciare spazio alla voce, al sentire di un uomo, che ringrazio della possibilità di pubblicazione,

permette di avere sguardi e riflessioni differenti.

E forse permettere ,davvero, di lasciare andare .

Senza fare troppi danni.

Perchè …cosi è stato .

Ora, lasci passare qualche tempo, e poi scriva dottore.Le scriva.Se lo deve, a sé.Mi ha detto.

Poi ne parleremo, se vorrà.

Cristina…

Una dott mi ha indicato di scriverti.

Di dirti quello che non sono riuscito a confessarti.Quello che gli uomini non dicono

Si, di nuovo, sono tornato in analisi. Io, il grande uomo, l’attore, il maestro, il regista.

La dot in questione è lontana da ogni clichè di psicoanalista; un po’ forse ti ricorda, perchè è semplice, so di imbarazzarla, spesso, con le mie citazioni, che è evidente che non conosce.

Non è mai puntuale, e puntualmente dimentica qualcosa. Ma mai qualcosa di me

Mi ha compreso.

E con lei mi sono lasciato finalmente andare. Le ho raccontato tutto, di noi. Di me.

Quello che gli uomini non dicono

Oggi le ho chiesto una seduta urgente,

Mi sono attaccato al telefono, io che ho sempre ponderato ogni cosa.

Le ho detto che era un’emergenza e che non potevo attendere, che doveva darmi questa possibilità

Mi ha lasciato parlare, senza interrompermi.

So che sapeva. Che si aspettava la chiamata.

Ora, lasci passare qualche tempo, e poi scriva dottore. Le scriva. Se lo deve, a sé, mi ha detto.

Poi ne parleremo, se vorrà.

Ti ho fatto male per non farlo alla tua vita.

Ti ho fatto male, per non farmi male, per non farlo alla mia vita, e alla nostra

Alle altre persone che nella mia vita, gravitano, nonostante. E che mi amano, e che amo, nonostante.

Quello che gli uomini non dicono, ti ripeto.

Eri arrossita, quando ti ho offerto il primo di tanti caffè, cosi, spavaldo, perchè leggevo nei tuoi occhi l’interesse, perchè quel caffè l’attendevi da tempo, perchè avevi una grande voglia che ti dessi un bacio…lo sai, la gestualità non mente, come le parole, ed è stato da quel momento che ti ho pensata diversamente.

Non più mia allieva, ma una donna.

Non so che cosa sia stato.Lo sai, te l’ho confessato una volta. Mi sono innamorato? ancora non lo so, cosa è stato.

Quello che gli uomini non dicono.

Ho goduto del sogno di fare parte della tua vita

Ho goduto di immaginarti madre, e di vederti per le strade della città, percorrerle orgogliosa con il tuo bambino per mano.

Ecco, è stato questo.

Non ho voluto fare male alla tua vita per non farlo alla mia.

Già, lo devo a me.

Perchè ho compreso che non eravamo innamorati, ma prigionieri di un sogno.

Di un incantesimo.

Quello che gli uomini non dicono.

Tu hai diritto ad una vita che io ho già vissuto.

Come un predatore, avrei voluto prendere a morsi quello che mi stava sfuggendo, quello che non sono riuscito a realizzare, per viverlo attraverso di te.

Ma tu, l’avresti voluto?

Avresti amato ugualmente, fra qualche tempo, il mio corpo stanco, la pelle, l’odore diverso, la noia, la difficoltà a cogliere entusiasmi per le cose nuove, le malinconie le paure di chi non ha piu, come te, “tutta la vita davanti’”?

Avrei colto nelle tue parole, e nel tuo sguardo, ancora prima, la difficoltà di nascondere la fine del nostro sogno, e so che non vi sarei riuscito.

E non sarei riuscito a sostenerne, un altro, di sguardo :quello ferito della mia compagna, dei miei figli.

Non si può costruire la propria felicità sul dolore di qualcun altro.

E non si può costruire una storia d’amore sulle basi di un sogno: come le bolle di sapone, piene di luce, che guardiamo con occhi pieni di sorpresa, per la loro magia, e che svaniscono subito dopo.

Quello che gli uomini non dicono.

Cristina, sono scomparso dalla tua vita: non ti ho piu cercata.

Non ho risposto alle tue mail, alle chiamate, e il vivere in parti opposte della città mi ha aiutato a mettere in atto il vigliacco abbandono.

So che non mi cercherai più, pur aspettandomi.

La dot so mi dirà di chiamarti, di spiegarti, di chiudere dando significato, come lei dice sempre… Cristina, dovevo salvarmi da te.

Chiudo cosi, e chiedo alla dot in qualche modo, un altro modo per raggiungerti.

Sei stata un sogno, e, sai, noi siamo fatti della stessa sostanza dei sogni.

Marco.

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Amori 4.0 e Dipendenze 4.0

Amori 4.0 e dipendenze amorose | Amalia Prunotto | RE.TE 4.0

L’area Amori e nuove Dipendenze 4.0 è l’area di ricerca studio e intervento dedicata ai temi dell’affettività e delle forme di dipendenza non chimica del mondo contemporaneo, come la dipendenza relazionale, la dipendenza sessuale, le truffe affettive e il plagio, lo stalking. Senza escludere le relazioni abusanti e narcisistiche, e le dipendenze da shopping, da lavoro, da sport e web.

Propone  consulenze, percorsi psicoterapici e  protocolli di intervento integrati, work shop, formazioni, seminari, progetti di educazione all’affettività nella scuola, nel mondo del lavoro e del sociale e gruppi di auto aiuto LidapOdv

Si occupa di Amori 4.0 e Dipendenze 4.0
Amalia Prunotto

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Articoli

Buona lettura…

Sessualità e crisi di coppiagutentor-overlay

Sessualità e crisi di coppia … il punto di vista maschile (andrologo) e femminile (sessuologa)!

Sessualità e crisi di coppia“Stare insieme” rappresenta una dimensione in cui si “dona” una piccola parte di noi stessi all’altro,affinché si possa permettere alla complicità di nutrirsi e crescere… una crescita tale da nonpermetterci più di distinguere i contorni, a tal punto da riconoscerci nell’a…
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Una fiaba sul valore dell’empatia | F. Carubbi Psicoterapeuta Fanogutentor-overlay

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Gli Articoli di Amori 4.0, una strepitosa raccolta di contenuti che parlano di Amori, di truffe, di relazioni complicate, ma anche di inganni. Gli argomenti ruotano nella sfera dei sentimenti e degli Amori toccando le varie particolarità. I contenuti si intrecciano avvolgendo la sfera emotiva, sfiorando le questioni sessuali ed erotiche analizzando anche la sfera legale. Tutti i dubbi e le molteplici domande possono essere trattate nel blog dedicato Inganni e crimini del cuore dove alcuni professionisti saranno a vostra disposizione per affrontare tutte le eventuali tematiche, o anche solo per aggiungere qualche curiosità.

Gli Articoli di Amori 4.0, una strepitosa raccolta di contenuti che parlano di Amori, di truffe, di relazioni complicate, ma anche di inganni. Gli argomenti ruotano nella sfera dei sentimenti e degli Amori toccando le varie particolarità. I contenuti si intrecciano avvolgendo la sfera emotiva, sfiorando le questioni sessuali ed erotiche analizzando anche la sfera legale. Tutti i dubbi e le molteplici domande possono essere trattate nel blog dedicato dove alcuni professionisti saranno a vostra disposizione per affrontare tutte le eventuali tematiche, o anche solo per aggiungere qualche curiosità.

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VENERDI’ 7 FEBBRAIO a MANTOVA!

Presentazione del libro Amori 4.0

Venerdì 7 Febbraio h 18,00

Librerie Coop Nautilus Mantova
p.zza 80° Fanteria, 19

Incontro con la curatrice Maria Letizia Rotolo
presenta Elena Alfonsi
con la partecipazione di Barbara Neri

“Che sia l’amore tutto ciò che esiste
E’ ciò che noi sappiamo dell’amore
E può bastare che il suo peso sia
Uguale al solco che lascia nel cuore”.
Emily Dickinson

Un gruppo di professionisti per raccontare le difficoltà del definire e del tracciare le infinite realtà dell’affetto più invocato.
VENERDI’ 7 FEBBRAIO a MANTOVA!
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Amalia Prunotto

Dott.ssa Amalia Prunotto – Psicologa e Psicoterapeuta a Parma, Padova e Rimini-Riccione

Mi presento, con un pochino di emozione, visto che questo sito che illustra la Re.Te 4.0, relazioni e terapie per il mondo contemporaneo è, davvero!, la realizzazione di un progetto a lungo promosso e coltivato.

Ancora in tempi non moderni, il mio lavoro clinico si muoveva negli ambiti dell’affettività complessa, degli amori impossibili, poco sani, delle dipendenze affettive e sessuali.

“Donne che amano troppo”di R.Noorwood e “Liberarsi dal troppo amore” di Lia Inama, hanno rappresentato i primi protolli di riferimento, a cui si sono poi aggiunti gli scambi con clinici come Pietr Pietro Brunelli, Maria Chiara Gritti, Nicola Ghezzani, Roberto Cafiso.

 Ad orientare i lavori  le esperienze formative condotte da Roberto Cavaliere, di www.maldamore.it, uno dei primi ( anni 90)e più curato sito  sulle problematiche affettive .

Al Polo Nazionale e Centri-Studi e Terapie sulla Psicologia dell’Amore e delle Relazioni in Costiera Amalfitana, Sicilia e Riviera Adriatica ( sono co -referente per l’area centro nord) fondatoda  Roberto Cavaliere e Rosaria Cipollina. ,dedicheremo  ora tutte  competenze acquisite nel corso degli anni, come Re.Te 4.0.

Lavoro a Padova, Parma e Rimini-Cattolica.

Specializzata in Psicoterapie Brevi  con orientamento psicoanalitica (Cisspat – Centro Sviluppo Psicoterapie a Breve Termine di Padova) con la tesi  Dipendenze Affettive e sessuali: interventi di psicoterapia brevi
Ho condotto  docenze presso le Università  di Padova e Parma, su tematiche psicologiche .

 Oltre l’attività libero professionale, nell’ambito clinico-psichiatrico ho collaborato per diversi anni con Case di Cura e Ambulatori Medici-Psichiatrici dedicate al trattamento dei disturbi d’ansia e di personalità border-line e narcisistici . Perfezionata in Psicologia della prevenzione del disagio e della promozione del benessere nella scuola e nella comunità  Cattedra di Psicologia di Comunità, Univ.Pd.

Dal 1998 nel gruppo dei Consulenti Scientifici per Lidap – Lega Italiana Disturbi di Attacchi di Panico,tratto  protocolli per la formazione ai gruppi di auto aiuto ed  interventi di promozione del benessere per la comunità.Con  figure diverse, che integrano i miei percorsi e i temi,  giornalisti, formatori di gruppi di auto aiuto, attori e registi di teatro, avvocati e operatori volontari del sociale, co-costruisco progetti di sensibilizzazione e prevenzione su tematiche  emergenti.

Tratto  progetti di psicologia di comunità e protocolli per la formazione ai gruppi di auto aiuto.
Per la Re.te 4.0 mi occupo di Amori 4.0 e Dipendenze 4.0

Maggiori informazioni sono disponibili sul sito  Amalia Prunotto.com
E-mail di Amalia Prunotto amalia.prunotto@gmail.com

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Via Curtatone e Montanare, 4 – 35141 – Padova – Italia

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