Sessualità e crisi di coppia… il punto di vista maschile (andrologo) e femminile (sessuologa)!

“Stare insieme” rappresenta una dimensione in cui si “dona” una piccola parte di noi stessi all’altro,
affinché si possa permettere alla complicità di nutrirsi e crescere… una crescita tale da non
permetterci più di distinguere i contorni, a tal punto da riconoscerci nell’altro!
Diventa difficile, a volte, nutrire questa esperienza… chissà, forse perché la crisi di coppia oggi
s’incarna in cause arcaiche ed, in modo particolare, nelle trasformazioni culturali delle società
occidentali. Nell’alto Medioevo la sacralità del vincolo lascerà spazio alla contrattualità ferrea
dell’impronta borghese dell’Ottocento, fino ad arrivare nei tempi alla contrattualità debole e
contingente, la cui finalità è costituita dal binomio piacere-utilità! (Avenia, 2011).
Con la Belle Epoque inizia la stagione dell’amore… ma non dimentichiamo il “piacere”, che è
sempre stato elemento principe di innesco della sessualità. Il piacere diventa l’obiettivo da
raggiungere per mezzo della coppia… importanza dell’utilità, quindi, che rende indispensabile ed
interscambiabile, in caso non funzionasse!
La crisi di coppia rispecchia questo pensiero: l’altro è valutato per la sua funzione (ciò che può
rendere) e non per ciò che è. Da qui, dunque, si evince che entrare in crisi è nettamente semplice, in
quanto basta non rispondere più alle necessità, per cui si è stati scelti.
Elemento essenziale ed irrinunciabile, che permette di tenere in equilibrio una coppia, tanto che se
non funziona si prova a “ripristinare” con l’aiuto di un andrologo e/o ginecologo e sessuologo. Nel
caso in cui non ci si riuscisse, allora o si accetta che la sessualità venga esperita fuori dalla coppia o
vi è la rottura.
Il punto di vista femminile…
in qualità di sessuologa clinica mi sovviene ricordare che, spesso, rispetto alle dinamiche di coppia
il primato rimane della sessualità in quanto a patto di stabilità. Ciò che, immancabilmente, si evince
è la dissincronia tra l’esigenza istintuale (del maschio) e l’istanza sociale (della femmina).
La donna vuole essere ricordata per la sua capacità di “accoglienza” (in riferimento anche alla
capacità di esprimere sentimenti e non solo comprensione e accettazione) e di seduzione (nel
significato di espressione della Persona e non solo esplicitamente il suo modo di atteggiarsi, di
parlare, di guardare, etc).
L’immagine creata dell’altro, che assume contorni sfumati grazie ai processi di rimozione, facilita
la nostra accettazione: l’altro va bene così (protetto dall’immaginario) e, anche se alcune
manifestazioni sono in contrasto, vengono sottovalutate nella certezza di un futuro cambiamento.
Man mano che la realtà prende strada, ecco che l’immaginario perde di credibilità, perché non più
sostenuto dalla tempesta emotiva dell’innamoramento (Rifelli, 2014). L’altro deve essere
necessariamente “accettato” e, di conseguenza, si sperimentano momenti difficili: flessibilità
psicologica e amore… che, spesso, faticano a conciliare!
Il punto di vista maschile…
Nella mia esperienza clinica di Andrologo riscontro che sono davvero molteplici le dinamiche che
determinano una crisi di coppia, che probabilmente traducono le diverse motivazioni originarie
della scelta di uomo e donna di iniziare una vita in comune. Laddove l’innamoramento e l’affetto
sono stati gli aspetti motivazionali originali, eventuali difficoltà che subentrino nella vita di coppia,
comprese anche quelle sessuali, possono essere meglio accettate sia come adattamento a nuovi,
mutati livelli di “performance”, sia tramite la vicinanza e l’incoraggiamento nel cercare percorsi

terapeutici. Queste sono le coppie emotivamente più “sane” in cui anche l’intervento medico sul
fronte organicista (dagli inibitori orali di fosfodiesterasi 5 fino ad arrivare alla chirurgia protesica
peniena) ha le più elevate probabilità di successo. Di contro se il “contratto” della vita di coppia si
basa su altro, ad esempio pura attrazione fisica, desiderio di “avere una famiglia” a prescindere,
interessi economici, e così via, allora insorgenti problematiche sessuali, anche su pura base fisica
(ad esempio diabete, vasculopatia, neoplasia) fanno drasticamente crollare il fragile equilibrio di
coppia: l’uomo si sente ora percepito come inadeguato, inidoneo, rifiutato. In questi casi gli
interventi terapeutici medici, seppur potenzialmente risolutori, trovano nell’ostilità ora creatasi
all’interno della coppia un ostacolo a volte insormontabile. Proprio queste sono le situazioni dove
un approccio integrato andrologico e psicosessuologico trova la sua espressione più elevata.

Dr.ssa Antonietta Albano – Sessuologo Clinico
Dr. Edoardo Pescatori – Urologo/Andrologo


Bibliografia
Avenia F. “Piacere per tutti, a basso costo e con diritto di recesso: la fedeltà nel nuovo contratto di
coppia”. In Rivista di Sessuologia Vol.35 – N.2 Aprile/Giugno 2011
Rifelli G. “Accoglienza e seduzione”. In Rivista di Sessuologia Vol. 38 – N.1-2 Gennaio/Agosto
2014

Quando il partner è molto più giovane di lei

Amori 4.0″quando il partner è molto più giovane di lei

Siamo abituati a scorrere sulle riviste di Gossip di amori che legano uomini in età avanzata e giovani donne nel fiore degli anni, mentre destano curiosità, scetticismo, biasimo, le relazioni dove il partner è molto piu giovane di lei .

La pubblicità, che intercetta e precede i nostri presunti bisogni ci suggerisce del resto che anche per noi donne, ora i 50 anni sono i nuovi trenta.

In libreria e nei reality sono sempre più frequenti le narrazioni di coppie con un lui più giovane di lei e la definizione di toys boy più raramente utilizzata.

E da qualche anno anche la stanza dell’analisi accoglie le confidenze e le riflessioni su questi rapporti, quando lui è molto più giovane di lei .

Cosa accade dunque, quando lui è piu giovane di lei?

Premettiamo che ogni coppia e ogni persona ha la sua storia. Il perchè dell’innamorarsi ha a che fare con il mistero dell’alchimia amorosa, mix di vissuti, affetti, sensibilità, visioni di vita e di valori.

Intanto effettivamente l’avanzare dell’età è stata dribblata dai cambiamenti di stile di vita rispetto ad alcuni decenni di anni fa.

Perchè si scelgono?

Se l’adultoscente è una categorizzazione di tratti narcisi di adulti eterni Peter Pan, vi sono d’altra parte adulti maturi con animi giovani e creativi e altrettanti giovani maturi rispetto ai coetanei

Questi trovano nella donna con più anni una compagna stabile e sicura di sè e del proprio posto nel mondo.

Il lui più giovane di lei trova una donna solida, con cui corrispondere senza gli affanni dell’incertezza tumultuosa dei tempi liquidi in cui è immerso.

Quali dinamiche li legano?

Non il supporto e sostegno, cosi ho ritrovato nelle mie esperienze cliniche, che non chiedono e non devono destinare, ma realtà che rendono i rapporti a loro sentire, lievi.

L’essere liberi di affrancarsi in campo lavorativo, non essere pressati in scadenze di vita,il disincanto maggiore davanti alle possibilità di evasione . Vivono i rapporti, il compagno più giovane di lei, cosi:sentendosi più stabili, meno invischiati in rapporti a loro sentire controllanti, bisognosi, e statici.

Come lo vivono le donne?

Le compagne spesso si trovano ad esclamare: “dott.ssa mai avrei pensato potesse capitarmi una cosa simile, innamorarmi di un uomo con cosi tanti anni meno di me”

Si sottiene, unite alla sorpresa, anche la malcelata gratificazione di scoprire di essere fonte di desiderio e di interesse.

L’età anagrafica davvero diventa solo quello segnata dalle carta d’identità, che suscita sorriso ironico alla reception dell’hotel , o i commenti ironici e preoccupati di conoscenti e familiari.

Quali difficoltà posso incontrare queste coppie sbilanciate?

.La possibilità che l’amore possa venire meno, scemata l’attrazione e la novità, che la quotidianità venga a minare il piacere della convivenza, che le molteplici possibilità di incontro che la vita offre e la possibilità che il corpo vada incontro più facilmente e velocemente agli acciacchi dell’età, è da tenere in considerazione.

Ma da tenere in considerazione con la giusta attenzione alla statistica, che di per sè può farci prevedere situazioni,ma non altro.

A quali aspetti devono porre maggiore attenzione?

Le relazioni sono sottoposte tout court ,a spinte e accellerazioni indipendentemente dal compagno più giovane di lei.Sta alla coppia saper coltivare con attenzione spazi comuni e giardini segreti, affetti e progetti che costituiscano quel quid capaci di proteggere il proprio essersi scelti.

Un’aspetto importante, una raccomandazione doverosa, da non trascurare

Come professionista la devo :il compagno più giovane di lei, e Lei , devono parlare e confrontarsi sul tema della genitorialità.

La genitorialità, un tema da affrontare

Questo è un passo che deve essere affrontato , con chiarezza d’intenti e con uno sguardo lungimirante verso il futuro.La natura non permette di essere sfidata, pur con tutte le possibilità che la scienza ci offre, e il tema dell’adozione è delicato e complesso.

Quello che può essere un sogno che non si vuole accarezzare nei prossimi anni potrebbe diventare urgenza nei seguenti; e sarebbe ingiusto e crudele caricarsi di colpe inesistenti.

La generatività non è esclusivamente biologica, la coppia deve sentirsi capace di dare vita

La sfida starà nel considerare la generatività come un qualcosa identificabile con più aspetti vitali , con investimenti procreativi diversi dalla biologia.

Cercare di essere felici, nel rispetto dell’Altro e di sè; perchè tutto ha il suo posto nel mondo

“Dottssa, me lo ha detto lei una volta, mi ha citata una pimpante 58 enne, insegnante, con il compagno più giovane di lei, di 45 (responsabile di una libreria, lo conosco di vista, e posso affermare che la differenza d’età proprio non si vede…!), nella vita il nostro compito è cercare di essere almeno un pò contenti….noi abbiamo sfidato tutti, lei ci ha aiutato, e noi lo siamo!”.

Intimità e sessualità in coppia… Alcune riflessioni!


L’ intimità rappresenta un “dono”, che si sperimenta quando siamo in grado di “ascoltare” l’emozione dell’altro.
“Sentire” l’altra Persona nel suo silenzio, nel suo starci accanto, ci permette la condivisione e la possibilità di “raccogliere” i frammenti dell’altro…
Ascoltiamo il suo cuore e affidiamoci, diventando, così, complici con quei piccoli pezzi d’intimità, che “nutrono” il nostro stare insieme!
Mostriamoci nel nostro candore e nella nostra essenza più vera, perché la nostra intimità rimane un bene prezioso, così come l’amore che ci permette di “essere”!
In questo periodo, che spesso ci disorienta, perché difficilmente riusciamo a soddisfare i nostri bisogni di “animale sociale”, sentiamo immancabilmente la necessità di emozioni e sorprese per il nostro vissuto passionale.
Il distanziamento fisico ci potrebbe indurre a sperimentare o, per chi è confinato in compensazioni di “piaceri virtuali”, un’intimità digitale, dove la “passione“ trova spazio per tutti quegli ingredienti, che nel “focolaio domestico” non trovano terreno.
Un’esperienza, questa, che tende a far crescere l’attesa dell’incontro… sì, perché il contatto fisico, prima o poi, deve essere nutrito!
Il ruolo dei “feromoni” rimane essenziale, in quanto trasmettono segnali di attrattività tra i due sessi e risulta immancabile come esperienza dei “sensi” e non solo sessuale. Questo perché la bellissima manifestazione d’amore non può privarsi di attenzioni e di sensazioni reciprocamente condivise, in quanto il rapporto sessuale più soddisfacente rappresenta una forma meditativa di venerazione.
Mi sovviene la cura e la dedizione alla “rosa” del nostro piccolo principe: “… è il tempo che tu hai perduto per la tua rosa, che ha fatto la tua rosa così importante”!
Il messaggio, che non dobbiamo dimenticare, è questo: “tu diventi responsabile per sempre di quello che hai addomesticato”. La “cura” e la “dedizione” all’altro, sempre nella condivisione, ci rendono responsabili di ciò a cui diamo vita…
Nella “relazione” impariamo, quindi, a sviluppare l’attenzione all’altro; il tempo giusto agli indugi e alle incertezze; l’attesa… così come una carezza sul cuore!

Dr.ssa Antonietta Albano
Psicologa- Psicoterapeuta
Sessuologia Clinica

Quello che gli uomini non riescono a dire…

Le ferite di Ercole

Qello che gli uomini non riescono a dire, e le donne a comprendere.

Non ti lasciai un motivo né una colpa ti ho fatto male per non farlo alla tua vita

Claudio Baglioni-Mille Giorni di te di me, 2001

Si parla d’amore, in questo tempo sospeso,di amori ai tempi del Covid19.

Mi è stato affidato questo scritto, per i lavori de “Le ferite di Ercole, quello che gli uomini non dicono, e le donne a comprendere”.

E’ la lettera, sofferta, che un uomo vorrebbe inoltrare ad una donna che ha scoperto d’amare.

Un amore imprevisto, inatteso, insinuatosi, nonostante, in una relazione trentennale, solida e serena, che fino a quel momento non aveva conosciuto crepe.

Quello che gli uomini non dicono, appunto.

Gli avvicendamenti banali della storia di per sè basterebbero per rimandarla ad una delle tante relazioni clandestine, ma è nel riconoscere e nel comprendere i significati e gli accadimenti nella nostra vita, che sono unici per la nostra storia, che possiamo fare pace con la stessa.

In questa lettera c’è tutto: l’innamoramento, i sogni, le illusioni d’amore, lo sconcerto di un amore imprevisto, lo spazio della seduzione, del ghostingh(!) e dell’abbandono.

E la consapevolezza che, spesso, chiamiamo amore una fuga dalla paura di vivere.

Quello che gli uomini non dicono

E lasciare spazio alla voce, al sentire di un uomo, che ringrazio della possibilità di pubblicazione,

permette di avere sguardi e riflessioni differenti.

E forse permettere ,davvero, di lasciare andare .

Senza fare troppi danni.

Perchè …cosi è stato .

Ora, lasci passare qualche tempo, e poi scriva dottore.Le scriva.Se lo deve, a sé.Mi ha detto.

Poi ne parleremo, se vorrà.

Cristina…

Una dott mi ha indicato di scriverti.

Di dirti quello che non sono riuscito a confessarti.Quello che gli uomini non dicono

Si, di nuovo, sono tornato in analisi.Io, il grande uomo, l’attore, il maestro, il regista.

La dot in questione è lontana da ogni clichè di psicoanalista; un po’ forse ti ricorda, perchè è semplice, so di imbarazzarla, spesso, con le mie citazioni, che è evidente che non conosce.

Non è mai puntuale, e puntualmente dimentica qualcosa .Ma mai qualcosa di me

Mi ha compreso.

E con lei mi sono lasciato finalmente andare.Le ho raccontato tutto, di noi.Di me.

Quello che gli uomini non dicono

Oggi le ho chiesto una seduta urgente,

Mi sono attaccato al telefono, io che ho sempre ponderato ogni cosa.

Le ho detto che era un’ emergenza e che non potevo attendere, che doveva darmi questa possibilità

Mi ha lasciato parlare, senza interrompermi.

So che sapeva.Che si aspettava la chiamata.

Ora, lasci passare qualche tempo, e poi scriva dottore.Le scriva.Se lo deve, a sé, mi ha detto.

Poi ne parleremo, se vorrà.

Ti ho fatto male per non farlo alla tua vita.

Ti ho fatto male, per non farmi male, per non farlo alla mia vita, e alla nostra

Alle altre persone che nella mia vita, gravitano, nonostante.E che mi amano, e che amo,nonostante.

Quello che gli uomini non dicono, ti ripeto.

Eri arrossita, quando ti ho offerto il primo di tanti caffè, cosi, spavaldo, perchè leggevo nei tuoi occhi l’interesse, perchè quel caffè l’attendevi da tempo, perchè avevi una grande voglia che ti dessi un bacio…lo sai, la gestualità non mente, come le parole, ed è stato da quel momento che ti ho pensata diversamente.

Non più mia allieva, ma una donna.

Non so che cosa sia stato.Lo sai, te l’ho confessato una volta.Mi sono innamorato?,ancora non lo so, cosa è stato .

Quello che gli uomini non dicono.

Ho goduto del sogno di fare parte della tua vita

Ho goduto di immaginarti madre, e di vederti per le strade della città, percorrerle orgogliosa con il tuo bambino per mano .

Ecco, è stato questo.

Non ho voluto fare male alla tua vita per non farlo alla mia.

Già, lo devo a me.

Perchè ho compreso che non eravamo innamorati, ma prigionieri di un sogno.

Di un incantesimo.

Quello che gli uomini non dicono.

Tu hai diritto ad una vita che io ho già vissuto.

Come un predatore, avrei voluto prendere a morsi quello che mi stava sfuggendo, quello che non sono riuscito a realizzare, per viverlo attraverso di te.

Ma tu, l’avresti voluto?

Avresti amato ugualmente, fra qualche tempo, il mio corpo stanco, la pelle, l’odore diverso, la noia, la difficoltà a cogliere entusiasmi per le cose nuove, le malinconie le paure di chi non ha piu, come te, “tutta la vita davanti’”?

Avrei colto nelle tue parole, e nel tuo sguardo, ancora prima, la difficoltà di nascondere la fine del nostro sogno, e so che non vi sarei riuscito.

E non sarei riuscito a sostenerne, un altro, di sguardo :quello ferito della mia compagna, dei miei figli.

Non si può costruire la propria felicità sul dolore di qualcun altro.

E non si può costruire una storia d’amore sulle basi di un sogno: come le bolle di sapone, piene di luce, che guardiamo con occhi pieni di sorpresa, per la loro magia, e che svaniscono subito dopo.

Quello che gli uomini non dicono.

Cristina, sono scomparso dalla tua vita: non ti ho piu cercata.

Non ho risposto alle tue mail, alle chiamate, e il vivere in parti opposte della città mi ha aiutato a mettere in atto il vigliacco abbandono.

So che non mi cercherai più, pur aspettandomi.

La dot so mi dirà di chiamarti, di spiegarti, di chiudere dando significato, come lei dice sempre… Cristina, dovevo salvarmi da te.

Chiudo cosi, e chiedo alla dot in qualche modo, un altro modo per raggiungerti.

Sei stata un sogno, e, sai, noi siamo fatti della stessa sostanza dei sogni.

Marco.

INTIMITÁ E SESSUALITÁ… quale alternativa all’emergenza sanitaria?

La “complicità” … mi sovviene come la composizione di un “puzzle”, costituita da tanti piccoli “incastri”, che nutrono il nostro “essere con l’altro”; senza pudori, ma con la trasparenza che ci dovrebbe caratterizzare in quell’attimo, in cui ci spogliamo di ogni orpello e ci mostriamo per come siamo nella nostra unicità, nel candore della nudità!

Questa complicità, oggi, non deve essere “minata” dal riadattamento del singolo e della coppia di fronte alle richieste dell’attuale emergenza sanitaria, che inficiano immancabilmente la sfera intima e sessuale, per cui ritengo importante non dimenticare che…

… quando un uomo incontra una donna dovrebbe accarezzarne il “contorno” di un suo bacio; disegnare l’amore sui lineamenti del suo volto; abbracciare la meraviglia di un suo sorriso… ecco quando una donna “incontra” il suo uomo, dovrebbe farsi amare così, perché il gesto rimane “del maschile” e l’ ”attesa” del femminile!

Pensiamo ad una foglia, che cade proprio in quell’istante in cui non è più utile all’albero, ma al terreno e che in quel tragitto è costretta a cambiare il suo “senso”. Questo deve ricordarci che tutte le cose smettono di avere un senso, quando è giunto il momento di trovarne un altro: nulla muore, tutto cambia!

La “carezza”, strumento per eccellenza nella terapia dei disturbi sessuali, in questa fase può non essere a disposizione, per liberare il nostro corpo dalle restrizioni e dalle limitazioni dominanti, però, da sempre “accompagnata” dal linguaggio verbale, ci ricorda che la comunicazione adesso rappresenta la nostra opportunità per “incontrarci”!

A volte scegliamo di stare nel silenzio di una parola sospesa, in attesa che questa venga intuita… ma anche l’intuizione, ogni tanto, ha bisogno di qualche suggerimento.
Il successo di una relazione affettiva, infatti, dipende da due fattori: la capacità maschile di “ascoltare” con amore e rispetto e la capacità femminile di “esternare” le proprie emozioni in modo amorevole e rispettoso!

Per quanto riguarda la nostra esperienza intima e sessuale, le coppie, in questa situazione di “convivenza forzata”, potrebbero manifestare una particolare difficoltà a ritagliarsi momenti di “introspezione” e, di conseguenza, incorrere in contrasti per futili questioni… ma, nel momento in cui fossero già state sperimentate difficoltà sul piano relazionale e dei disturbi sessuali precedente alla pandemia, il rischio sarebbe di accrescere l’ansia da prestazione.

Grazie alla Società Italiana di Sessuologia e Psicologia, possiamo conoscere le “linee guida per una sessualità sicura ai tempi del covid-19” pubblicate dall’International Society for Sexual Medicine (ISSM https://www.issm.info/sexual-health-qa/is-it-safe-to-have-sex-during-the-coronavirus-covid-19-pandemic/) e il NYC Department of Health and Mental Hygiene (https://www1.nyc.gov/assets/doh/downloads/pdf/imm/covid-sex-guidance.pdf), che chiariscono la situazione attuale: non sono state ancora individuate tracce di Covid-19 sia nel liquido seminale maschile, che nelle secrezioni vaginali femminili e che i virus appartenenti alla famiglia del Coronavirus non si trasmettono attraverso i rapporti sessuali.

Alcuni suggerimenti, però, riguardano la trasmissione del virus indirettamente… se siamo a contatto con Persone potenzialmente a rischio di contagio; con persone positive al Covid-19 o che presentano un sistema immunitario compromesso da altre patologie, dobbiamo astenerci da baci e rapporti intimi (stimolazione orale o anale, senza l’uso di precauzioni: profilattici e lenzuolini dentali), perché il virus può diffondersi mediante contatto diretto con la saliva e il muco, oltre che a distanza non ravvicinata causa droplet!
Durante le pratiche erotiche ed autoerotiche permane il suggerimento di lavarsi bene le mani prima e dopo.
Risulta, quindi, importante sospendere contatti con Persone, che non si conoscono, perché aumenta il rischio di trasmissione!

L’intimità, quindi, rappresenta e deve rappresentare un “dono”, che riceviamo ogni volta che ascoltiamo l’emozione dell’altro e, ciò che conferisce significato, non è l’amore supremo, che si “pretende”, ma la “connessione” con il sentire l’altra Persona!

Antonietta Albano

psicologa – psicoterapeuta. Formazione in Sessuologia Clinica

Parma







Riferimenti bibliografici:

Cianci E. (2007). Giorni di pensieri appesi all’anima. Ed. Corvino. Udine.

Corso FAD: “Emergenza sanitaria da nuovo coronavirus SARS CoV-2: preparazione e contrasto”. Organizzato da Istituto Superiore di Sanità. Aprile 2020.

Società Italiana di Sessuologia e Psicologia (traduzione dei relativi documenti): https://www.issm.info/sexual-health-qa/is-it-safe-to-have-sex-during-the-coronavirus-covid-19-pandemic/
https://www1.nyc.gov/assets/doh/downloads/pdf/imm/covid-sex-guidance.pdf