Una fiaba sul valore dell’empatia | F. Carubbi Psicoterapeuta Fano

Storie di un tempo che fu. La fiaba con bambini e anziani

L’incontro tra generazioni, nello specifico tra bambini ed anziani, è una realtà conosidata in alcuni Comuni italiani.

Case di Riposo hanno aperto le porte all’infanzia, al fine di una proficua trasmissione, non solo di esperienze da parte di chi è più maturo, bensì di preziosi contenuti emozionali, che promuovono, attraverso lo scambio di parole o storytelling, lo sviluppo dell’intersoggettività (Carli, Rodini, 2008; Fracassini, Carubbi, 2010) nei più piccoli (ovvero la capacità di saper mentalizzare lo stato emotivo e cognitivo dell’altro), quindi dell’empatia (Rogers, 1980), risorsa fondamentale per la nascita del rispetto, della collaborazione e cooperazione di Comunità (come insegna la Danimarca, dove l’empatia si insegna già nelle scuole primarie).

Cosa meglio delle fiabe, allora?

La fiaba, grazie al suo linguaggio concreto, semplice e di facile comprensione, aiuta il bambino a comprendere le emozioni, anche quelle più paurose e minacciose, grazie all’identificazione con i Personaggi che le rappresentano e gli permette di appredere come affrontare con resilienza e problem solving le varie sfide quotidiane (Carubbi, 2018).

Nel campo delle attività di networking, o lavoro di Rete, tra anziani e mondo dell’infanzia (Carubbi, 2019), “le fiabe popolari, le filastrocche, le nenie poplari di un passato non troppo remoto, raccontate da chi quelle fiabe le ha vissute e con le quali è cresciuto, consentono ai bambini di arricchirsi di una propria storia culturale, delle proprie radici sociali: permette di riconoscersi e di appropriarsi della propria storia e, quindi, della propria identità” (ivi; p. 29).

Nello specifico, attraverso l’incontro, i bambini più piccoli (asilo nido e scuola dell’infanzia) possono apprendere il valore dell’empatia e dell’accettazione e dell’autenticità e del rispetto, grazie alla figura del “vecchio saggio raccontastorie” (Carubbi, 2018) , rappresentato dall’anziano, che incarna il “novellatore” della fiaba.

Inoltre, lo scambio di esperienze, permette alle persone anziane di sentirsi protagonisti e proattivi, rafforzando il loro senso di appartenenza sociale.

Riassumendo, l’incontro tra generazioni (Carubbi, 2009; 2018; 2019), consente di:
– Promuovere il senso del rispetto, della cooperazione nei bambini;
– Rafforzare il senso di comunità e di appartenenza sociale nei bambini e anziani;
– Ridurre il senso di solitudine dell’anziano;
– Promuovere l’empatia, l’autenticità e l’accettazione nei bambini;
– Promuovere il senso di autoefficacia e di resilienza

Francesca Carubbi

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