Sei una mamma granchio?

Prima di raccontarti chi è mamma granchio, rispondi mentalmente.. da uno a dieci quanto imparano i bambini da noi?

In questo periodo post lockdown siamo alle prese con l’organizzazione del periodo estivo e abbiamo appena superato un momento di sovraccarico emotivo, che ci accingiamo ad entrare in un altro… Dicono che le mamme siano programmate a resistere, io non credo molto. Vorremmo anche noi un pò di pace in riva al mare..

Oggi, non ti parlerò di ferie anche se ne sentiamo tutte il desiderio. Voglio raccontarti dell’importanza che ha l’esempio per i nostri figli.

Durante la fase di Lockdown siamo stati a stretto contatto con i nostri figli. Potrà essere capitato anche a voi di osservare delle difficoltà o delle fragilità nei ragazzi. Non solo legate ai compiti.

Potrà sembrare contro intuitivo. Queste osservazioni possono esservi utili per voi come lo sono state per mamma granchio.

C’erano due granchi che camminavano insieme. Erano Mamma granchio e suo figlio. Il figlio si sfregava contro il muro umido. La mamma quando lo vide lo rimproverò. “Non fare così. Non sfregarti contro il muro umido” disse la mamma. Suo figlio le rispose “Mamma fammi vedere come si fa. Fammi vedere come si fa perché vedendoti io ti imiterò”

Questo esempio è molto interessante. Molto spesso siamo legate ad “aggiustare” le relazioni e il comportamento dei nostri figli. Li riprendiamo e vorremmo il loro bene e il loro meglio. A volte non ci accorgiamo che spesso abbiamo gli stessi comportamenti. Abbiamo le stesse modalità di relazione.

In questo non ci dobbiamo sentire giudicate. O peggio non ci dobbiamo colpevolizzare. Questa presa di consapevolezza può essere una cartina tornasole. Ci permette di vederci e di entrare in contatto con i nostri bisogni. Sono infatti i nostri bisogni che guidano i nostri comportamenti.

Ecco che per non perdere i vari fili delle cose è importante in questo periodo di ripartenza e di resilienza mettere i punti fermi nel nostro cielo per poi tracciare una bella rotta in questo mare mosso.

Cosa possiamo fare allora quando ci arrabbiamo con i nostri figli?

  1. Oltre ad aiutarli a mettersi nel giusto binario
  2. proviamo a chiederci se facciamo qualcosa di simile anche noi
  3. mettiamoci in ascolto di noi stesse.
https://youtu.be/WnxvXPjb0Hs

Elena Grimaldo

www.elenagrimaldo.it

“Trasforma il tuo dolore in energia”

Resilienza 4.0 e Comunicazione 4.0

Resilienza 4.0 e comunicazione 4.0 si occupa di promuovere e sensibilizzare e sviluppare l’uso della comunicazione digitale nelle relazioni

L’Area Resilienza 4.0 e Comunicazione 4.0 si occupa di promuovere e sensibilizzare il corretto uso degli strumenti digitali, come i social, nella comunicazione tra le persone nella complessità delle relazioni. L’Area comunicazione 4.0 mira a semplificare e mettere a fuoco le strategie e i passi nel raggiungimento dell’obiettivo prefissato per la promozione di se stessi e della propria professionalità.

Centrale è il superamento delle difficoltà comunicative che avvelenano  le relazioni affettive e lavorative. 

La Resilienza 4.0, si occupa di ripartenze legate alle crisi della vita e al dolore, utilizzando il metodo della mente resiliente come strategia per trasformare le emozioni negative in spinta vitale.

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Elena Grimaldo

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Elena Grimaldo

Elena Grimaldo, Psicologa dello Sviluppo e Psicoterapeuta a indirizzo sistemico relazionale – VENEZIA

Lavora a Venezia città storica e a Mestre (Ve). Si occupa di relazioni d’amore e di famiglie coniugando tecniche sportive con la psicoterapia per stimolare ed educare alla RESILIENZA.

Creativa, solare e concreta lavora presso RELAZIONI UNICHE.

Autrice dei libri “Mamme con le Rampe”, di “E-Figh7ers” e di Amori 4.0.

Mi presento con gioia perché questo sito raccoglie un lungo viaggio professionale che è una soddisfazione esserci.

Il progetto che ci vede qui tutti insieme narra delle relazioni al tempi del web. Sono quasi vent’anni che utilizziamo il computer, chattiamo e chiacchieriamo virtualmente, ma oggi più di ieri c’è sempre una maggiore padronanza del mezzo, talmente sofisticata che non c’è differenza tra telefonarsi, scriversi, farsi un video e mandarsi delle foto reali o modificate. Tutto è reale e senza materia. Spesso si crea semplicemente un’intimità senza pelle, un’intimità senza presenza fisica, una nuova vicinanza sconosciuta. Ciò ha effetti positivi e anche negativi come tutte le situazioni.

Ancora durante il mio percorso di laurea con amici non udenti avevamo sviluppato una chat #sordi con l’obiettivo di unire le persone sorde di tutta Italia. Non eravamo ancora nel 2000 e, in questo momento, sorrido al ricordo dei nostri incontri e delle nostre pizze e dei bicchieri che ho fatto volare per comunicare con le mani. La base di partenza è stata Senigallia (An) e io ero chiamata Naele (lo scrivo magari se qualcuno si chiede se sono davvero io)

Il mio percorso di formazione

Mi sono laureata in Psicologia presso la Facoltà di Psicologia dell’Università di Padova con una tesi su “Le narrazioni scritte di ragazzi sordi”. La comunicazione e la relazione sono due campi di interesse forti per me. Nel 2008 mi sono specializzata in Psicoterapia familiare e Relazionale (ITFV) a Treviso con la tesi “Separazioni dove curi-osa una tartaruga” tema che amo tutt’oggi che tratta la capacità di reinventarsi dopo una separazione o la fine di un rapporto d’amore. Nel libro Amori 4.0 edito da Alpes potete leggere due miei contributi, uno al maschile e uno al femminile, che descrivono la ripresa a volte difficile ma appagante di rinascere anche attraverso l’uso del digitale.

La mia esperienza professionale

In questi anni ho cercato di mantenere sempre con me una doppia lettura: quella che viene dall’attività libero professionale (intima e speciale) e quella che nasce all’interno dei gruppi nelle comunità e nei reparti che stimolano la resilienza perché spingono come avrebbe scritto Vigotsky la mia zona di sviluppo prossimale della mia creatività.

Essendo una Psicologa del ramo dello Sviluppo e dell’Educazione amo produrre insieme metafore e immagini per dare voce al dolore e al superamento dello stesso attraverso percorsi e progetti individuali e di gruppo.

Collaboro negli anni con l’Università di Ca’ Foscari, Università Iuav, la Comunità Istituto Casa Famiglia San Pio X (mamma-bambino), Uniamo-Malattie, Lega del Filo d’Oro.

Nel 2012 ho dato vita al Gruppo Mamme con le Rampe che si è occupato di accessibilità e relazioni familiari, soprattutto nel periodo della ripartenza.

Per la Re.te 4.0 mi occupo di Resilienza 4.0 e Comunicazione 4.0

Maggiori informazioni sono disponibili sul sito Elena Grimaldo.it

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Arianna Torelli

Arianna Torelli, Giornalista e Comunicazione 4.0

Notizie, approfondimenti ed interviste per raccontare, online e offline, la realtà delle relazioni in tempi digitali e per dare voce agli esperti che ne studiano i fenomeni in continua e rapida evoluzione.
Tra il palcoscenico del web e i retroscena della vita vera.
Tra le dirette social e la carta stampata.

Giornalista pubblicista iscritta all’Ordine dei Giornalisti dal 2010. Ha lavorato in Redazioni giornalistiche – ricoprendo anche il ruolo di Direttore responsabile – e in Agenzie di Comunicazione come Account e addetta alle Media Relations.

Collabora come Ufficio Stampa con associazioni, aziende e professionisti per dare notorietà e visibilità ad iniziative, eventi o persone, facendo pubblicare articoli su riviste cartacee e sul web oppure realizzare servizi su radio e tv.

Cura il sito Assaggiarepercredere.com dal 2012.

Puoi anche contattare Arianna Torelli a ufficiostampatorelli@gmail.com

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