Il tradimento: uno strappo doloroso che si può riparare

 

 

Il tradimento: uno strappo doloroso che si può riparare.

Un tema scottante il tradimento. In chat, virtuale, reale, ogni coppia giovane o meno conosce questo strappo doloroso e crudele, sia anche solo come fantasia.

Sembrano si  siano moltiplicate queste situazioni, complici i social network, lo sdoganamento stesso della situazione, vissuta con minore senso di colpa, e comunque come possibilità di accadimento.

Cosa accade alla coppia, nel momento in cui si scopre il tradimento?

Il tradimento rompe in modo rovinoso, spesso, un equilibrio di coppia, minandone le fondamenta di fiducia.
Si scopre  che l’altro è fallibile, che noi non siamo “tutto” ma che vi sono spazi di non conosciuto e non condiviso. Alla domanda “il tradimento in chat o nei siti di incontri, durante una trasferta di lavoro o in vacanza , vale meno di una relazione clandestina durata più tempo?”
Solo la coppia potrà darne risposta, e significato. Scrivo di coppia perché entrambi saranno chiamati al compito di svelamento e riorganizzazione delle trame della loro storia.

Come superare un tradimento?

Non esistono ricette per superare un tradimento, ogni coppia ha la sua storia e i suoi processi. 
Vi sono tradimenti che per alcuni possono essere compresi: l’avventura di una sera, complice il vino e la lontananza da casa; un momento di freddezza, presi da richieste esterne, accudimenti di genitori anziani, maternità, problemi di lavoro o semplicemente il desiderio inconfessato di vivere qualcosa di diverso.

A volte Il tradimento diventa inganno, caduta di ogni illusione, perdita di progettualità, di senso di sè nella coppia e dell’altro.

Vi sono tradimenti che diventano relazioni parallele, per più  tempo, che portano  disillusioni, affanni, fratture a volte difficili da recuperare, con le quali a volte ci si dovrà chiedere di convivere

Perdonare, far finta di niente, chiedere aiuto?

Attenzione: è il partner tradito che deve cercare dentro di sè la propria risoluzione di significati. E’ lei/lui la vittima, nel caso, e non si dovrà pretendere comprensione e tempi brevi a priori.
D’altro canto non ci deve neanche porre in un ottica da martire, pronti ad accettare qualsiasi cosa in nome dell’assoluzione. Il tradimento è molto doloroso, molto.
I processi di ascolto e di aiuto devono avere tempi dilatati, ma non eterni e devono procedere verso una trasformazione.

Che fare ?

Può capitare, è capitato, si possono dare altre possibilità, soprattutto se la relazione è stabile, dura da parecchi anni e se la coppia riesce a integrare lo spazio di questa esperienza in qualcosa che la possa aiutare a crescere e a colmare investendo reciprocamente all’interno .

Che cosa non fare ?

Ci sono dei passi che io indico sempre di NON compiere, nonostante le sollecitazioni del partner tradito e del desiderio da parte dell’altro di essere sincero e franco ( e anche, spesso, di alleggerirsi da pesi).

Il tradimento fa male 

NON raccontate che poco. Il necessario, e sappiate che è già troppo. Se volete davvero recuperare il rapporto di coppia, non  giustificatevi appellandovi ad eventuali mancanze del compagno/a o alle vostre.
NON raccontate di eventi, di incontri, di situazioni condivise, di amore o sesso provato o meno. NO.
Il mito di essere trasparenti e sinceri è appunto un mito, un idealizzazione nefasta che inevitabilmente si ritorcerà nella coppia e nella sua storia. Siamo sufficientemente capaci di imbastire fantasiose liason senza che queste vengano confermate. Vi sono spazi che la coppia non condivide, e questo è uno .

Il tradimento è doloroso, vostro compito proteggere e proteggervi.

Siate onesti con il partner: piuttosto date un tempo per chiudere con il terzo, piuttosto che continuare in sotterfugi in attesa di chiarire e chiarirvi; non adottate comportamenti ambigui, poco chiari, ma neanche consegnate password o stampe di mail. La fiducia deve essere costruita e non estorta.

Chiedete aiuto!

Una psicoterapia di coppia potrà essere di notevole aiuto per facilitare comunicazioni di affetti e emozioni, sollevando da recriminazioni e rancori capaci di corrodere con il tempo anche le miglioro intenzioni di recupero. Il tradimento fa molto male.

Non è facile ritessere trame dolorosamente lacerate .

La vostra coppia, e voi: datevi la possibilità di sperimentare, in un luogo sicuro e protetto, processi di comprensione reciproca, volti a rinsaldare il legame e a scoprirvi più complici ed innamorati, riscegliendovi, autenticamente.

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La fiaba e la sua attualità

La fiaba e la sua attualità.

C’è la grande lezione de la Bella e la Bestia: una cosa deve essere amata prima di essere amabile”.

Questa frase appartiene a Cristina Campo, scrittrice e poetessa del ‘900 che, nei suoi scritti, ha approfondito il tema del simbolico appartenente al mondo fiabesco.

In tal senso, Campo fu molto obiettiva e realista nel considerare il dispositivo fiabesco quale strumento di lettura di una realtà non sempre rosea, ma difficile, ostica, complessa: un’esistenza che, nella sua cruda umanità, si mostra nella connaturata volubilità e fragilità, nella sua erranza, nelle sue sconfitte, nel suo so – stare in lontane retrovie.

La fiaba diviene, allora, una Scrittura che, come tutte le altre, non “offre precetti buoni per sempre, o negherebbe la vita” (Campo, 2008, p. 35).

La fiaba fa proprio questo: scuote le coscienze, narrando, checché se ne pensi, le vicende degli “ultimi”, delle esistenze a margine, delle lotte e delle sopraffazioni, dei sentimenti che consideriamo più abietti e più vili.

Di ciò che faremmo sempre a meno. E di ciò che proietteremmo, volentieri, al di fuori di noi.

Le fiabe, allora, sono immensamente attuali.

Perché parlano di sopravvivenza, di innumerevoli tentativi di risalire la china, di inciampi e di cadute, ma anche di desiderio di riscatto e di rivincita (Carubbi, 2018).

Le fiabe sono vere, perché ci fanno comprendere che le vicende umane che si susseguono non sono altro che lo specchio delle nostre.

Che tutto l’universo, composto dagli “ultimi” di cui sopra – quali, contadini, mercanti, briganti, donne e uomini di ventura, poveri diavoli – rappresenta fedelmente il nostro mondo che arranca e che si aggrappa con tenacia alla vita.

Le fiabe sono reali, per il fatto che tutti i personaggi allegorici, soprattutto gli anti eroi (Carubbi, 2018; 2019) o antagonisti (Propp. 1926) – ossia tutta quell’orda di orchi, diavoli, streghe, matrigne, draghi – sono ciò che rappresentano più fedelmente la parte del nostro Sé che temiamo di più, e che abbiamo sempre negato alla coscienza (Rogers, 1951).

Ma, forse, la parte più autentica che alberga nella nostra persona e che, ai fini di una Vita Piena (Rogers, 1961), necessita di asilo e riparo.

Come a dire: la realtà fiabesca sta nel fatto che parla, con disincanto, delle nostri parti più “miserabili, confinate in un esilio perpetuo.

Quelle parti giudicate con ferocia, ma che occorre amare per poterci definire Esseri Umani Vivi.

Infatti, “Mi rendo conto che se fossi stabile, costante e statico, vivrei come un cadavere. Accetto così la confusione, l’incertezza, la paura e gli alti e bassi della mia vita emotiva, poiché essi sono il presso che io pago volontariamente per una vita fluttuante, incerta e stimolante” (Rogers, 1980, p. 80).

Francesca Carubbi
www.psicologafano.com
www.alpesitalia.it

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