(Re.Te) Relazioni e Terapie per il mondo contemporaneo

La violenza invisibile: dagli equivoci dell’amore, fra possesso e libertà, all’inganno e alla truffa affettiva

Un tema che vorrei esplorare, in occasione della giornata della violenza, è quello della Violenza Invisibile.

La violenza invisibile, il peso vissuto all’interno di relazioni affettive (non solo con il partner) di atteggiamenti, vissuti, modalità che confuse, interpretate, espresse, come sentimenti di vicinanza e protezione, che non sono tali.

La violenza invisibile assume diverse forme, tutte destabilizzanti.

Provoca ferite e interrogativi, su di sé, sulla propria modalità di essere e di porsi nel rapporto, fino ad arrivare a non dare ragione al proprio istinto, alla propria fatica e obbligatorietà, di sottostare a delle regole non scritte che però ci incastrano in situazioni in cui non ci riconosciamo libertà, di essere noi, di avere interessi, amicizie, spazi anche non condivisi.

La truffa affettiva è inganno, è “pensavo fosse amore e invece era un calesse (chi di noi anta non ricorda il celebre film di Massimo Troisi?); può essere il movimento di chi esclama: ”ma come ho fatto a crederci? a non vedere?” fino ad arrivare alla truffe sentimentale organizzata da criminali, che ha valenze giuridiche per il danno economico, oltre che quello affettivo, talmente tanto devastante da essere indicato come stupro emotivo.

La violenza invisibile può essere anche perpetrata in modo involontario, forse perché si è vissuti in un ambiente dove queste erano le norme di casa; perché si ha una certa visione dell’amore e del rapporto, della cura.

Attenzione però! Ci può essere un aspetto manipolatorio, nel sentirsi e affidarsi ad un “ci penso io”; “non voglio che ti preoccupi, così siamo solo uno in famiglia ad essere in pensiero…”.

Dietro un atteggiamento protettivo ci può essere anche un tentativo di avere controllo e potere. E il potere nella coppia deve essere scambio e reciprocità, solidità, fiducia e sostegno, non assoggettamento dell’altro, paura di essere lasciate, umiliazioni, silenzi puntivi, assenze, mancanze (attenzioni, di doveri, di soldi, etc).

Parliamo anche di violenza invisibile nel linguaggio, che cela disistima, svalutazione, derisione.

Ma come pensi di farcela, tu? Non vedi che non riesci a fare neanche quel minimo che le altre(!)fanno ogni giorno? Io lavoro tutto il giorno, tu sei sola a casa a guardare il bambino, fai solo quello…Con il tuo stipendio non campereste neanche una settimana, voi due….Ma come ti sei vestita? Ma come pensi di uscire cosi?”

La violenza invisibile del ghosthing, dell’orbiting, del silenzio punitivo.

Senti adesso non ci sentiamo per un po’ perché ho bisogno d’aria…

E scompare; per poi ricomparire come se niente fosse…; e noi non chiediamo spiegazioni, perché temiamo di vederlo allontanarsi di nuovo.

Oppure proprio non ci anticipa la sua assenza; semplicemente non sappiamo più niente, ci blocca sui social, non risponde al telefono, e genitori e amici ci guardano con un misto di comprensione e sufficienza: ”chissà quanto hai rotto...lui non ha mai fatto così….”

La truffa affettiva, un inganno d’amore, che uccide sentimenti e fiducia, la violenza invisibile più atroce.

La truffa affettiva è un bruttissimo fenomeno, molto potente, anche perché sommerso, nascosto e ignorato, per incredulità e scarsa conoscenza del problema. Le vittime si sentono giudicate, invise ai più, e, piene di sconforto e vergogna, finiscono per celare a tutti l’incubo di questo stupro emotivo che ha loro distrutto vita (e vite e rapporti) e risparmi, e patrimoni.

Tutti ne possono essere vittime, perché i carnefici (che poi si verrà a scoprire, non sono uno, ma bande criminali organizzate da strutture mafiose estere fra le più potenti al mondo), sanno individuare, profilare molto bene, chi può diventare oggetto d’attenzione.

E può essere la signora di mezza età che ama i cagnolini e si commuove alle narrazioni di cuccioli abbandonati, alla giovane madre che si trova empaticamente a sostenere l’altrettanto giovane papà, rimasto tristemente vedovo con tre figlioletti a carico che invocano mamma, e che l’hanno già indicata come  la loro mum, come l’ex Direttore di banca che si trova un nugolo di giovani interessati ai suoi pareri su investimenti di bit coin e che si presta a sollevare da tristi futuri la bellissima sorella di uno di loro, desiderosa di conoscerlo per mostrargli riconoscenza, o il giovane  a cui l’impresario che segue i Maneskin offre la possibilità di affiancarlo nei tour .

Fanno leva sul bisogno di riconoscimento, di attenzione, delle persone, sulla loro disponibilità affettiva, frutto di caratteri poco avvezzi a saggiare menzogne e bugie.

E poi strutturano ragnatele dense di attenzioni e interessamenti, di vicinanza e conforto, fino a chiedere loro, ad intimità e fiducia avvertita, somme di denaro sempre più consistenti, affinché possano essere sollevati da imminenti pericoli e difficoltà, e continuare così la liason che nel frattempo sono riusciti a determinare.

Un vincolo subdolo, di dipendenza tossica, per cui soddisfare il bisogno di stare agganciati alla persona e non perderne il contatto e il (presunto) amore vince su ogni altra remora, tanto da ricorrere a prestiti, finire in mano di usurai, mettersi nelle condizioni di perdere i risparmi propri di una vita e dei familiari, anche, pur di non perdere quel filo da cui si pensa, un giorno, si avrà restituzione di tutto, un tutto fatto di sogni avverati e di denaro restituito.

Queste situazioni, come molte altre, SONO VIOLENZA. NON IGNORIAMO QUESTE AZIONI! NON TACIAMO!

Occorrono sempre di più percorsi nelle scuole, nei centri ricreativi, presso le agenzie sociali (che sono i luoghi di incontro per i giovani e meno giovani, i centri di aggregazione, di ritrovo, i club, etc) di educazione all’affettività e alla relazione, affinché si riconoscano queste forme di abuso e i loro segni

Sono percosse e ferite nell’anima, VALORIZZIAMO con sempre più attenzione QUESTI TEMI, per portare al vero e autentico incontro relazionale.

Amalia Prunotto

psicologa -psicoterapeuta consulente esterna per Acta -movimento e associazione

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